CESE DI AVEZZANO – Viaggio a ritroso nel tempo, memoria storica e solidarietà si intrecciano nell’appuntamento in programma per la giornata di oggi, 17 agosto. Viene presentato ufficialmente il nuovo libro di Osvaldo Cipollone dal titolo “Per gioco, ma non solo”, un’opera che offre un’ampia e approfondita ricostruzione di giochi, giocattoli, passatempi, girotondi e filastrocche del passato marsicano.
Il volume raccoglie immagini, voci e suggestioni della storia vissuta nel tipico spaccato della civiltà contadina che ha caratterizzato Cese e i paesi limitrofi fino a diversi decenni fa. In quel mondo, il gioco non era un semplice svago, ma la cornice della vita quotidiana: un universo di scoperte nato dalla capacità di costruire, inventare e divertirsi insieme con il nascondino, la campana, il salta-cavalieri, i girotondi e i passatempi di un tempo.
Nato dall’esperienza diretta dell’autore, il lavoro di ricerca si è trasformato in un vero e proprio album di ricordi, immagini e sonorità. Un dipinto corale arricchito dalla memoria collettiva di chi ha condiviso quegli anni a Cese come ad Avezzano, completando così un prezioso percorso di conservazione e trasmissione di una vicenda che, da favola per bambini, si rivela storia di un mondo profondo e ancora capace di parlare al presente.
L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Avezzano e conta sul supporto dell’associazione Mapuche, della Pro Loco e del Comitato Feste Cese 2026.
L’evento vedrà la partecipazione di diversi appassionati e cultori della materia, tra cui la prof.ssa Emilia De Vecchis, la prof.ssa Maria Galdi e i ricercatori Gianfranco Ricci e Roberto Cipollone. Per l’occasione, i ragazzi e le ragazze di Cese rievocheranno dal vivo alcuni giochi e girotondi del passato, trasformando la presentazione in un momento di riscoperta attiva e stimolo per la curiosità delle nuove generazioni.
Un valore aggiunto all’opera è rappresentato dalla sua finalità benefica: parte del ricavato delle vendite sarà devoluta alla “Lega del Filo D’oro” per l’acquisto di materiale ludo-didattico destinato a bambine e bambini sordociechi e pluriminorati ospitati nelle strutture della fondazione in tutta Italia.
Un gesto con cui Osvaldo Cipollone ha voluto ribadire la centralità del gioco nello sviluppo e nella crescita di ogni bambino, in qualsiasi epoca e condizione. Perché, oggi come un tempo, si gioca “per gioco, ma non solo”.




