L’Aquila. Nel Parco regionale Sirente Velino e nelle aree limitrofe prende forma una strategia concreta per la valorizzazione delle eccellenze locali, puntando su innovazione, fare rete e internazionalizzazione. L’iniziativa, illustrata nel corso di una conferenza stampa tenuta nella Sala “Luciano Fabiani” a Palazzo dell’Emiciclo all’Aquila, ruota attorno allo stato di avanzamento del progetto “Sapori e Benessere del Velino Sirente”, promosso dall’Ente Parco e finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf).
I numeri emersi delineano un tessuto imprenditoriale di grande rilievo: nell’area protetta sono stati censiti 400 addetti impegnati nella filiera del tartufo, dai cavatori ai trasformatori, 550 apicoltori tra professionisti e hobbisti, e oltre 150 operatori del settore wellness, che spaziano dall’ospitalità rurale e le spa fino alla cosmesi naturale. Un patrimonio produttivo e turistico che ora si appresta a compiere un salto di qualità decisivo.
Le prossime tappe operative vedranno protagonisti gli studenti dell’Istituto Agrario “Arrigo Serpieri” di Pratola Peligna. Nell’ambito di un percorso di alternanza scuola-lavoro, i ragazzi si occuperanno delle visite personalizzate alle singole aziende per procedere alla profilazione e alla raccolta delle reali esigenze degli operatori. Seguirà la fase di certificazione delle imprese, le quali, riunite in reti, potranno così superare uno dei limiti principali finora riscontrati, ovvero la mancanza di certificazioni che spesso frena la competitività sui mercati esteri.
Il progetto prevede inoltre una modalità di commercializzazione innovativa e sperimentale: gli smart store. Si tratta di distributori automatici e negozi automatizzati pensati per la vendita diretta dal produttore al consumatore, capaci di accorciare la filiera, ridurre le intermediazioni e abbattere i costi per l’acquirente, trovando spazio non solo all’interno dell’area protetta ma anche nelle città e in altre regioni. Un primo modello pilota è stato già sperimentato ad Avezzano in occasione del festival agroalimentare Marsicaland, dove uno smart store ha proposto per la prima volta ben 160 prodotti biologici del territorio.
Alla conferenza stampa sono intervenuti i massimi rappresentanti istituzionali e territoriali coinvolti nell’iniziativa. Il sottosegretario di Stato al Masaf, Luigi D’Eramo, ha evidenziato come il progetto rappresenti una risposta intelligente e concreta per sostenere le aree interne e montane a rischio di spopolamento, abbinando la promozione agroalimentare alle bellezze paesaggistiche e culturali, e ricordando il recente debutto del Marchio biologico italiano.
Il presidente del Parco naturale regionale Sirente Velino, Francesco D’Amore, ha sottolineato la forte sinergia tra i diversi enti coinvolti e il ruolo strategico del Distretto biologico Decumano Maximo d’Abruzzo, a cui è stata affidata l’attuazione operativa del progetto, con il coordinamento tecnico-amministrativo della società Agrilogos di Todi e il supporto scientifico di Bio Verde Abruzzo Onlus.
Sulla stessa linea il vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, il quale ha rimarcato come la creazione dei biodistretti rappresenti un punto di svolta fondamentale per sostenere in modo strutturale le filiere del tartufo, del miele e del wellness attraverso la creazione di massa critica. Infine, Sandro Bucciarelli, vicepresidente del Distretto biologico Decumano Maximo d’Abruzzo, ha ribadito l’enorme potenziale emerso dal censimento, pronto a essere consolidato per conquistare nuovi mercati e chiudere idealmente il cerchio di una filiera d’eccellenza.




