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Odontoiatria pubblica, lo scandalo della Marsica: Pescina chiusa e appena 18 ore a settimana

Ad Avezzano due dentisti soltanto il martedì, a Tagliacozzo un turno il lunedì. La protesta degli utenti: «Il dolore non può aspettare il giorno di apertura»

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
3 Settembre 2026
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Avezzano. Un servizio pubblico ridotto a poche ore, concentrate in appena due giorni della settimana, per un territorio vastissimo e con oltre 125mila residenti. È la situazione dell’odontoiatria della Asl nella Marsica, dove le possibilità di ricevere una visita o una cura attraverso il Servizio sanitario sono diventate sempre più limitate. A pagare il prezzo più alto sono le persone economicamente fragili, gli anziani, i pazienti vulnerabili e quanti non possono sostenere i costi di uno studio privato.

La fotografia attuale è impietosa. L’ambulatorio odontoiatrico di Pescina, che in passato garantiva un servizio importante per l’area orientale della Marsica, è chiuso. A Tagliacozzo l’attività è rimasta confinata al lunedì, per sei ore settimanali. Ad Avezzano il servizio è concentrato esclusivamente nella giornata di martedì, tra mattina e pomeriggio.

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Fino a luglio erano presenti tre specialisti ambulatoriali, ciascuno per sei ore settimanali. Dopo il pensionamento di uno dei dentisti, non ancora sostituito, ne sono rimasti due: appena 12 ore-professionista alla settimana. Sommate alle sei ore di Tagliacozzo, fanno complessivamente 18 ore settimanali di attività odontoiatrica pubblica nell’intera Marsica. Non si tratta, peraltro, di 18 ore consecutive di apertura, ma del monte ore complessivo dei professionisti.

La protesta degli utenti può essere riassunta in poche parole: «Chi può permetterselo va dal privato, chi non può rimanda le cure fino a quando il problema diventa grave». E ancora: «Il mal di denti e un’infezione non sanno che giorno è e non possono aspettare il martedì».

Non si sta chiedendo che il Servizio sanitario garantisca gratuitamente qualsiasi trattamento o intervento estetico. Le norme nazionali delimitano con chiarezza l’odontoiatria a carico del sistema pubblico, ma riconoscono comunque precise tutele. Sono previsti programmi per i minori fino a 14 anni e prestazioni per le persone in condizioni di vulnerabilità sanitaria o sociale. Per i cittadini economicamente fragili devono essere garantite almeno visite, estrazioni, otturazioni, terapie canalari e ablazione del tartaro.

Anche alla popolazione generale devono essere assicurate la visita odontoiatrica, utile pure alla diagnosi precoce dei tumori del cavo orale, e il trattamento immediato delle urgenze odontostomatologiche, con accesso diretto nei casi di infezioni acute, emorragie e dolore intenso. Sono principi contenuti nei “criteri nazionali per l’erogazione dell’assistenza odontoiatrica” (https://www.asl1abruzzo.it/moduli/downloadFile.php?file=oggetto_download%2F16311327380O__ODM_CONDIZIONI+DI+EROGABILITA_+ATTO+COMPLETO.pdf), successivamente richiamati dal Dpcm sui Livelli essenziali di assistenza.

Questo non significa che debba necessariamente esserci un dentista disponibile 24 ore su 24 in ogni ospedale. Significa, però, che la Asl deve predisporre un percorso certo e tempestivo per le urgenze. Se la risposta odontoiatrica è disponibile soltanto un giorno alla settimana, chiamarla “pronto soccorso” appare improprio: l’immediatezza dipende dalla fortunata coincidenza che il problema insorga proprio nel giorno di apertura.

Il divario con L’Aquila è evidente. Nel capoluogo opera una struttura di Chirurgia maxillo-facciale a direzione universitaria, con un ambulatorio ordinario di odontoiatria e un ambulatorio dedicato ai pazienti speciali, come riportato dalla “pagina ufficiale della Asl” (https://trasparenza.asl1abruzzo.it/page/40/details/6615/u-o-c-d-u-chirurgia-maxillo-facciale-po-l-aquila.html). A questa organizzazione si aggiunge il corso di laurea magistrale in Odontoiatria e protesi dentaria dell’Università dell’Aquila, regolarmente attivo anche nell’anno accademico 2025-2026.

È comprensibile che le prestazioni più complesse e universitarie siano concentrate nel capoluogo. Non è invece accettabile che, all’interno della stessa azienda sanitaria, l’assistenza territoriale di base venga progressivamente smantellata nella Marsica. Persino la “pagina istituzionale del Distretto sanitario marsicano” (https://trasparenza.asl1abruzzo.it/page/40/details/6503/distretto-sanitario-2-area-marsica.html), aggiornata nel febbraio scorso, elenca dettagliatamente numerosi servizi di Avezzano, Pescina e Tagliacozzo ma non fornisce indicazioni chiare sugli orari e sulle modalità di accesso all’odontoiatria.

A questa situazione si aggiunge la necessità di garantire l’assistenza odontoiatrica all’interno della casa circondariale di Avezzano. La stessa Asl afferma che il Servizio di medicina penitenziaria deve assicurare ai detenuti parità di trattamento con i cittadini liberi, visite urgenti e specialistiche, tempestività e continuità delle cure. Principi indicati nella “scheda ufficiale della Medicina penitenziaria” (https://trasparenza.asl1abruzzo.it/page/40/details/6529/uosd-servizio-aziendale-di-medicina-penitenziaria.html). Anche qui, però, la presenza odontoiatrica limitata a una giornata settimanale non può rappresentare una risposta adeguata alle urgenze.

Il pensionamento avvenuto a luglio era inoltre prevedibile e avrebbe dovuto consentire di programmare per tempo una sostituzione. Il 5 agosto la Asl ha pubblicato la “graduatoria provinciale degli aspiranti agli incarichi ambulatoriali per il 2027” (https://trasparenza.asl1abruzzo.it/download/2150326.html), nella quale figurano 35 odontoiatri. La graduatoria non consente automaticamente una sostituzione immediata, ma dimostra che esiste una platea di professionisti e rende ancora più urgente l’attivazione delle procedure necessarie.

Gli utenti chiedono ora risposte precise: quando saranno riassegnate le sei ore rimaste scoperte ad Avezzano? Quando riaprirà l’ambulatorio di Pescina? È previsto un potenziamento a Tagliacozzo? Quale percorso deve seguire chi ha un’urgenza odontoiatrica nei giorni in cui gli ambulatori sono chiusi? Come viene assicurata la continuità delle cure nel carcere?

Non servono annunci generici. Occorrono nuovi incarichi, orari più ampi, la riapertura delle sedi territoriali e informazioni trasparenti. Perché la salute dei denti non è un lusso e una sanità che lascia senza cure proprio chi non può pagare il privato tradisce la sua funzione più importante: tutelare prima di tutto le persone fragili.

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