Avezzano. Nuova puntata dello scontro sulla presidenza della commissione vigilanza. Questa volta a parlare è Carlo Genovesi, consigliere comunale che ha guidato l’organismo fino all’elezione del presidente Anna Paolini.
Secondo Genovesi “ci sta che il consigliere di minoranza Alessio Cesareo sia deluso per l’esito delle votazioni della commissione vigilanza che hanno visto eletta la collega Anna Paolini. È legittimo, ma non può cercare di confondere le idee ai cittadini scaricando la sconfitta su altri. I fatti sono semplici, chiari e trasparenti.
Cesareo ha raccontato al sindaco, facendosi accompagnare, che la sua indicazione era unitaria per l’intera minoranza e che i colleghi erano d’accordo”.
Genovesi ha evidenziato che dall’opposizione sono arrivate due diverse proposte per la guida della commissione: quella di Cesareo e quella di Paolini. I consiglieri presenti – Carlo Genovesi (1 voto Azione politica), Luigi Marino (3 voti, Io sto con Avezzano), Ignazio Iucci (3 voti, Avezzano al centro), Pierluigi Di Stefano (2 voti Scelta Libera), Maurizio Seritti (2 voti Lista Az), Patrizia Gallese (2 voti Aree interne), e Massimiliano Fracassi (2 voti Lega). Mentre l’opposizione ne ha espressi solo cinque: Alessio Cesareo (1 voto Città sicura), Ernesto Fracassi (2 voti Fratelli d’Italia), Loreta Ruscio (1 voto Io ci sono) e Anna Paolini (1 voto Partito democratico) – hanno poi scelto con 12 voti Paolini, 7 Cesareo e 1 Ruscio.
“Come tutti hanno potuto vedere”, ha proseguito l’esponente di Azione Politica, “di unitario non c’era nulla: le indicazioni arrivate ufficialmente (tramite pec) dalla minoranza sono state due, due sono stati i consiglieri di minoranza assenti al momento del voto (Babbo e Verdecchia) e un’altra consigliera – la Ruscio- ha ottenuto un voto per il quale gli indiziati non sono tantissimi.
Se vi fosse stata indicazione unitaria, noi consiglieri di maggioranza l’avremmo presa certamente in considerazione. Ma così non è avvenuto. È evidente che i suoi colleghi non l’hanno voluto. Non giudichiamo quella scelta, capiamo il rammarico di Cesareo, ma oramai dovrebbe aver compreso che una cosa è proporsi, altra è pretendere di essere scelti in mancanza di consenso”.




