Capistrello. Ci sono saluti che non hanno il sapore di una fine, perché il legame costruito negli anni è troppo profondo per essere racchiuso in un semplice addio. È stato così oggi a Capistrello, dove la comunità si è stretta con commozione attorno a Suor Elisabeth e Suor Giuseppina, due figure che per tanti anni hanno rappresentato una presenza amorevole, discreta e preziosa nella vita del paese.
Un saluto carico di emozione, riconoscenza e affetto, nel quale sono tornati alla memoria anni dedicati alla scuola dell’infanzia paritaria “Firenze” delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori, ma anche alla vita della comunità, alla parrocchia e alle tante persone che hanno incontrato lungo il loro cammino.
Suor Giuseppina, arrivata a Capistrello nel 2009, è stata per tanti bambini uno dei primi volti incontrati ogni mattina. Sempre pronta ad accoglierli, ad annotarne la presenza e a prendersi cura di loro con amore e tenerezza, ha accompagnato generazioni di piccoli con quella presenza rassicurante che, nel tempo, è diventata parte della quotidianità del paese.
Suor Elisabeth, a Capistrello dal 2002, è stata invece una vera e propria forza della natura. Energia, entusiasmo, passione e una straordinaria capacità di stare accanto alle persone hanno caratterizzato la sua presenza nella comunità. Il suo impegno è stato rivolto soprattutto alla crescita dei più piccoli, non soltanto sul piano formativo, ma anche e soprattutto su quello educativo e umano.
Una sensibilità particolare l’ha sempre avvicinata ai più fragili e ai temi dell’inclusione e dell’aggregazione sociale, facendone una presenza importante ben oltre le mura della scuola.
A rendere ancora più intenso il momento del saluto è stato l’abbraccio dei bambini e dei ragazzi presenti alla cerimonia. Un abbraccio spontaneo, sincero, accompagnato dalle lacrime e dalla consapevolezza di dover salutare persone che hanno lasciato un segno profondo nel cuore di tante famiglie.
Nel suo intervento, al termine della toccante omelia di Don Lorenzo, il sindaco di Capistrello Maurizio Murzilli ha voluto sottolineare proprio il valore dell’opera compiuta dalle due religiose nel corso degli anni. Il primo cittadino ha ricordato come sia impossibile dimenticare quanto Suor Elisabeth e Suor Giuseppina abbiano fatto per Capistrello, attraverso la scuola, l’educazione, la fede, la preghiera e la loro costante vicinanza alla comunità e alla parrocchia. E proprio per questo, quello pronunciato oggi non vuole essere un addio.
“Non è un Addio ma solo un Arrivederci”, il senso delle parole del sindaco, perché Capistrello continuerà ad attenderle e ad accoglierle con lo stesso affetto che loro hanno saputo donare in questi anni. Un sentimento racchiuso nelle parole con cui Murzilli ha concluso il suo saluto:
“Grazie Suor Elisabeth! Grazie Suor Giuseppina! La comunità capistrellana vi sarà sempre riconoscente.” Anni di presenza, di preghiera, di educazione e di amore non si cancellano con una partenza. Restano nei ricordi dei bambini cresciuti tra quelle aule, nelle famiglie, nella comunità parrocchiale e nella memoria di un intero paese. Per questo oggi Capistrello non ha semplicemente salutato due religiose.
Ha salutato due donne che sono diventate parte della sua storia. E quando un legame è così forte, un arrivederci può essere soltanto una promessa: le porte di Capistrello resteranno sempre aperte e le braccia della comunità pronte ad accoglierle nuovamente.







