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Noi vogliamo la pace: Barone presenta ad Avezzano il documento di denuncia della situazione in Congo

Giulia Antenucci di Giulia Antenucci
31 Gennaio 2019
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Avezzano. “Noi vogliamo la pace”:  una testimonianza difficile quella che Francesco Barone ha presentato questa mattina al Comune di Avezzano: un documento di denuncia della situazione congolese che ha ricevuto dal premio Nobel per la pace 2018, Denis Mukwege.

Dopo la presentazione e i saluti degli assessori Pierluigi Di Stefano e Chiara Colucci, che hanno ringraziato il professore e hanno espresso parole di stima per il suo lavoro, Barone ha presentato, con sensibilità e commozione, le immagini ritraenti la difficile situazione nella Repubblica del Congo, relative ai luoghi frequentati dal professore Barone nelle sue missioni umanitarie, alla presenza di Gianluigi Zauri, accompagnatore di Avezzano.

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“Sono immagini forti”, ha spiegato Barone nella Sala consiliare del Comune, “immagini che raccontano una situazione drammatica. Parliamo di violenze, massacri, torture e un livello di insicurezza ingestibile”.

Bambini e bambine soldato, fame, stupri di guerra, torture e violenze: nonostante il medico-ginecologo Mukwege abbia curato migliaia e migliaia di donne, facendosi conoscere nel mondo come “l’uomo che ripara le donne”, la strada è ancora lunga e le violenze continuano a perpetrarsi nell’indifferenza generale.

Barone, che da anni collabora con il settore sociale del Comune, ha scelto Avezzano, insieme a tante altre città, per diffondere il più possibile tra la popolazione italiana la grave situazione in cui versa il Congo, mostrando al pubblico e alla stampa immagini e video dei luoghi frequentati, tra bambini, donne e uomini che meritano un futuro degno di questo nome.

“In questo paese”, ha spiegato Barone, “ci sono milioni di donne stuprate e bambini che muoiono di fame. Ma la cosa più grave e che bisogna denunciare è il silenzio, il silenzio delle autorità competenti che purtroppo, troppo spesso, non si occupano dei problemi di queste persone”.

“Nella Repubblica del Congo la situazione è catastrofica”, precisa Barone, “bisogna intervenire con progetti concreti e realizzabili ma, soprattutto, bisogna capire e vedere con certezza dove arrivano le donazioni e i soldi che vengono inviati per aiutare queste persone in difficoltà”.

 

 

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