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Morte del giovane operaio a Scerni, è il ventunenne Andrea Di Risio

Studente laureando in Scienze Motorie, stava facendo la stagione nella cantina, sarebbe morto cadendo nelle vasche del vino.

Gianmarco Mereu di Gianmarco Mereu
15 Ottobre 2026
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Scerni. Dopo la scomparsa del giovane studente-operaio Andrea Di Risio, morto stamane sul lavoro nella cantina San Panfilo di Scerni, la comunità di Scerni è rimasta sconvolta dal dramma occorso stamattina. Secondo le prime informazioni, era rimasto vittima di una caduta mentre stava pulendo all’interno della struttura, durante le attività legate alla lavorazione del vino.

Di Risio, non ancora ventiduenne (avrebbe compiuto gli anni a novembre), era studente laureando di scienze motorie ed era stato assunto come lavoratore stagionale dalla società vitivinicola scernese. Come molti suoi coetanei della zona, cercava di guadagnarsi da vivere con la stagione dell’uva. Il giovane ─ da quanto è emerso ─ stava pulendo alcune vasche da un rialzo sopraelevato, da cui sarebbe caduto, provocando il precoce decesso.

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Le autorità, prima coordinate dalla compagnia dei carabinieri di Atessa ed ora dalla Procura di Vasto, hanno ispezionato il luogo di lavoro e disposto l’autopsia sul corpo del giovane, aprendo un’indagine per accertare l’accaduto.

Anche la politica abbraccia la comunità della piccola cittadina. Da Regione, Provincia e Sindaco (primo ad allertare sulla tragedia) sono arrivate le prime parole di cordoglio. Ad intervenire per primo ─ non senza sollevare qualche sopracciglio ─ è il primo cittadino di Scerni, Daniele Carlucci. «Questa immane tragedia chiede da parte di tutti noi il massimo rispetto e il silenzio. È il momento del dolore e del raccoglimento, non quello di cadere in giudizi sommari o critiche affrettate: non è questo il nostro compito» dichiara sui social del comune il sindaco. Poi, la solidarietà ai lavoratori ed alla cantina. «Esprimiamo la nostra sincera vicinanza anche alla governance e tutti i lavoratori della Cantina di San Panfilo, consapevoli che questo dramma sconvolge profondamente anche l’azienda e la sua realtà produttiva».

Il governatore Marsilio ha ricordato in un suo messaggio la precoce dipartita di Di Risio. «La morte del giovane studente universitario avvenuta questa mattina in una cantina sociale di Scerni, è una tragedia che colpisce profondamente l’intera comunità abruzzese. Un ragazzo prossimo alla laurea, con una vita davanti» ed aggiunge, «La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori deve essere una priorità irrinunciabile, in ogni luogo e per ogni attività. Nessuno dovrebbe perdere la vita mentre lavora».

Anche Francesco Menna, sindaco della Città di Vasto e presidente della Provincia di Chieti, si è espresso sulla morte del ventenne. «Una notizia drammatica che ci lascia sgomenti» dichiara porgendo le sue condoglianze alla famiglia. «Questa ennesima tragedia sul lavoro richiama tutti, istituzioni, imprese e parti sociali, alla responsabilità di rafforzare ogni azione necessaria a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro» continua il politico dem. «La tutela della vita e della dignità dei lavoratori deve essere una priorità assoluta e irrinunciabile. Non possiamo rassegnarci a perdere vite umane mentre si lavora».

Per il Partito Democratico ed i Giovani Democratici, il dramma deve trovare una risposta anche al di fuori delle indagini. «È una scia di sangue inaccettabile che trasforma il diritto al futuro e alla dignità in una condanna a morte» scrivono Silvio Paolucci e Saverio Gileno. Poi, l’appello: «sulle dinamiche dell’incidente di Scerni saranno le autorità competenti e la magistratura a fare piena luce e accertare ogni responsabilità, ma sul piano politico e sociale non possiamo fermarci ai soli messaggi di cordoglio. Le istituzioni a tutti i livelli, le associazioni di categoria, i sindacati e il mondo produttivo devono compiere uno scatto di responsabilità immediato e coraggioso».

Per la sinistra radicale, si esprime Rifondazione. «A neanche una settimana dalla giornata dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro» ricordano i comunisti «Andrea Di Risio lavorava per potersi permettere gli studi. In questo momento di dolore ci limitiamo a dire che morire per cercare di guadagnare quello che serve per poter studiare è una responsabilità della politica, che ben sappiamo non ne risponderà». Infine, la denuncia: «siamo stanchi/e di sapere che in Abruzzo nel 2025 ci sono state oltre 12.000 denunce di infortunio e che ogni giorno in Italia tre famiglie piangono un loro caro che non tornerà più».

Tags: chietimorte biancamorto sul lavoroScerni
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