Massa d’Albe. Una giornata di profonda emozione, memoria e riconoscenza, destinata a lasciare un segno nella storia della comunità. Ieri, Massa d’Albe ha reso omaggio a uno dei suoi figli più illustri, intitolando la piazza antistante la chiesa a Padre Celestino Di Giovambattista, missionario camilliano che ha dedicato la propria esistenza al servizio degli ultimi, portando la propria testimonianza di fede e solidarietà in Burkina Faso.
Un gesto dal forte valore simbolico, che va ben oltre la semplice intitolazione di uno spazio pubblico. Con questa scelta, il paese ha voluto rendere duraturo il ricordo di un uomo che ha fatto dell’amore per il prossimo una ragione di vita, mettendosi al servizio delle persone più fragili e bisognose, anche in contesti difficili e lontani dalla propria terra d’origine. Una missione vissuta con dedizione e generosità, senza mai recidere il legame con le proprie radici e con la comunità di Massa d’Albe.
Da ieri, il nome di Padre Celestino accompagnerà quotidianamente la vita del paese, diventando un richiamo concreto ai valori della solidarietà, dell’altruismo e della vicinanza a chi soffre. Una targa, dunque, che custodisce una storia ben più grande: quella di una vocazione vissuta fino in fondo e di un esempio umano e spirituale che continua a parlare alle nuove generazioni.
Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, istituzionali e religiose, a testimonianza dell’importanza dell’iniziativa e del riconoscimento tributato al missionario. Presenti il viceprefetto dell’Aquila Giuseppe Girolami, il parroco don Francois Xavier, i sacerdoti camilliani, l’assessore regionale Mario Quaglieri, il consigliere regionale Gianpaolo Lugini, il consigliere provinciale Ernesto Fracassi e il vicesindaco di Avezzano Fabrizio Ridolfi.
Significativa anche la partecipazione delle amministrazioni e dei rappresentanti dei comuni del territorio marsicano, intervenuti per condividere con Massa d’Albe una giornata di memoria e gratitudine. Hanno preso parte all’evento i sindaci Vincenzo Giovagnorio di Tagliacozzo, Pasqualino Di Cristofano di Magliano dei Marsi e Nicola De Simone di Scurcola Marsicana, insieme alla presidente del Consiglio comunale di Tagliacozzo Anna Mastroddi, all’assessore Alessandra Garofalo di Trasacco, all’assessore Francesco Saturni di Scurcola Marsicana e ai consiglieri Lisa Antidormi di San Benedetto dei Marsi e Cristiano Satariano di Cappadocia.
A rendere ancora più significativa la giornata è stata la partecipazione del mondo associativo locale, espressione di una comunità capace di ritrovarsi attorno ai propri valori e alle figure che ne hanno segnato il cammino. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’ex presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, dottor Gianfranco Volpe, al Gruppo Alpini di Massa d’Albe, guidato dal presidente Angelo Fiocca, alla Pro Loco, con il presidente Alfonso Di Giovambattista, ai Carabinieri in congedo, rappresentati da Gianfranco Fadda, al Coro di Massa d’Albe, rappresentato da Marco Di Girolamo, e al Comitato Feste 2026.
Un riconoscimento speciale è stato riservato alla famiglia di Padre Celestino, ringraziata per la preziosa collaborazione nell’organizzazione della cerimonia e per il generoso rinfresco offerto alla cittadinanza.
A raccogliere il significato più profondo della giornata sono state le parole di gratitudine rivolte dal sindaco Nicola Blasetti a quanti hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa e a tutti coloro che hanno voluto essere presenti.
Massa d’Albe ha scelto così di trasformare il ricordo in un segno concreto e destinato a durare nel tempo. La piazza intitolata a Padre Celestino Di Giovambattista non sarà soltanto un luogo del paese, ma uno spazio della memoria collettiva, capace di raccontare a chi verrà la storia di un uomo che ha saputo guardare lontano senza dimenticare da dove era partito.
Perché ci sono persone che, pur percorrendo strade lontane, continuano ad appartenere profondamente alla propria terra. E ci sono esempi di vita che meritano di essere ricordati ogni giorno, non soltanto nelle occasioni solenni, ma nei gesti quotidiani di attenzione, generosità e amore verso gli altri.






