Avezzano. Marsicaland 2026 lascia nelle immagini e nella partecipazione registrata durante la tre giorni il segno di una manifestazione ormai capace di coinvolgere migliaia di persone, riempire Piazza Risorgimento e Piazza della Repubblica e accompagnare con una grande presenza e coinvolgimento di pubblico al Corteo Storico dei Marsi lungo le strade del centro di Avezzano.
Una straordinario coinvolgimento, accompagnata da un forte senso di appartenenza e da una partecipazione volontaria che ha visto tanti cittadini diventare parte attiva del racconto del Corteo Storico dei Marsi. Numeri e immagini che restituiscono la dimensione raggiunta da una manifestazione che, alla sua terza edizione, consolida il rapporto tra agricoltura, cultura, identità, memoria e comunità e apre già una prospettiva precisa per il futuro.
A rappresentare plasticamente il successo dell’edizione 2026 sono state anzitutto le due grandi anime pubbliche della manifestazione: il Mercato diretto della terra, attraversato durante l’intera tre giorni da migliaia di persone, e il Corteo Storico dei Marsi, che domenica pomeriggio ha portato nelle principali strade di Avezzano e fino a Piazza della Repubblica, davanti al Comune, una partecipazione senza precedenti.
Il Mercato ha trasformato Piazza Risorgimento in un luogo di incontro diretto tra produttori e pubblico, offrendo una vetrina alle produzioni agricole e agroalimentari della Marsica e riportando al centro della città il valore economico, sociale e culturale della terra. Un flusso continuo di migliaia visitatori che hanno accompagnato gli stand durante le tre giornate, confermando la capacità dell’iniziativa di parlare non soltanto agli addetti ai lavori, ma a un pubblico ampio e trasversale.
Attorno al Mercato si è sviluppato un programma che ha ampliato ulteriormente il significato della manifestazione. Gli show cooking hanno richiamato un pubblico numeroso e attento, trasformando i prodotti del territorio in racconto, esperienza e cultura gastronomica. Cuochi, produttori e protagonisti del mondo agroalimentare hanno mostrato concretamente come le materie prime marsicane possano diventare strumenti di conoscenza e valorizzazione del territorio.
Grande interesse anche per le tavole rotonde, che hanno affrontato temi differenti ma legati da un filo comune: il futuro della Marsica. Agricoltura, biodiversità, alimentazione, giovani, partenze e ritorni, rapporto tra tradizione e innovazione, trasformazioni sociali e prospettive delle aree interne hanno alimentato un confronto che ha coinvolto studiosi, amministratori, operatori, studenti e cittadini.
I laboratori e gli appuntamenti dedicati alla biodiversità, ai sapori, alla conoscenza dei prodotti e alla loro dimensione culturale hanno completato un programma costruito per tenere insieme la parte più immediata e popolare della manifestazione con quella scientifica e divulgativa.
Il momento di maggiore impatto è arrivato domenica con il Corteo Storico dei Marsi. Una partecipazione stimata in circa 20mila persone ha accompagnato il percorso lungo le principali strade cittadine e fino all’arrivo in Piazza della Repubblica. Figuranti, carri, animali, mezzi agricoli, associazioni e rappresentanze dei Comuni hanno dato forma a un viaggio a ritroso nella storia della Marsica: dalla realtà agricola contemporanea alle lotte contadine, dalla memoria del terremoto agli antichi mestieri, dal Fucino ancora lago fino alla sua trasformazione nella grande pianura agricola, passando attraverso il mondo romano e le vicende che nei secoli hanno costruito l’identità del territorio.
Ed è proprio nella piazza conclusiva che il successo di pubblico ha assunto anche un preciso significato istituzionale.
Dagli interventi finali è emersa una voce corale delle istituzioni per dare continuità, forza e prospettiva al progetto Marsicaland, con l’obiettivo dichiarato di far crescere ulteriormente la manifestazione e renderla un appuntamento sempre più stabile e riconoscibile.
Il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio ha richiamato con forza il valore dell’unità della Marsica, salutando la presenza di sindaci e amministratori provenienti da tutto il territorio e indicando nella capacità di fare squadra una delle chiavi per costruire una rappresentanza più forte delle aree interne. Di Pangrazio ha poi fissato un obiettivo particolarmente ambizioso: portare Marsicaland, nei prossimi anni, «ad essere la prima manifestazione in Abruzzo», legando il successo dell’evento alla capacità della Marsica di presentarsi unita e consapevole della propria forza.
Il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente ha definito Marsicaland «un progetto identitario su cui la Regione ha creduto dal primo momento», sottolineando come la manifestazione stia costruendo un percorso destinato a diventare sempre più strutturale.
«È una comunità che si unisce, è una storia che raccorda tutti i sindaci della Marsica e che crescerà di anno in anno», ha affermato Imprudente, indicando per Marsicaland un futuro fatto di crescita culturale, artistica e territoriale e ribadendo il valore delle produzioni del Fùcino come punto di partenza di un racconto più ampio della Marsica.
Ancora più esplicito il consigliere regionale Massimo Verrecchia, che ha parlato della manifestazione come di «una festa di tutta la Marsica che vuole segnare una tappa fissa importante nel calendario».
«Questo non è un punto di arrivo, è un punto di partenza. Come Regione faremo ancora di più di quello che abbiamo fatto adesso», ha dichiarato, collegando la continuità del progetto alla necessità di rafforzare identità, appartenenza e capacità della Marsica di rappresentarsi anche fuori dai propri confini.
Anche dalla Fondazione Carispaq è arrivato un messaggio orientato al futuro. Panunzi Dopo aver richiamato la storia di una comunità capace di passare dal mondo della pesca a una delle realtà agricole più importanti del territorio, è stato sottolineato come «questa storia meriti un futuro», indicando nella conclusione dell’edizione 2026 non un traguardo definitivo, ma il momento nel quale assumere l’impegno a proseguire il percorso.
A dare profondità e struttura a questa crescita sono le due anime di Marsicaland: quella scientifica e quella artistica.
Il direttore scientifico Ernesto Di Renzo ha costruito l’impianto culturale e identitario nel quale produzione, antropologia, memoria, alimentazione e comunità trovano una lettura comune. Nel suo intervento conclusivo ha scelto di raccontare il Corteo attraverso ciò che aveva osservato mescolandosi al pubblico: emozione, affetto e partecipazione.
Di Renzo ha parlato di una manifestazione capace di attingere «alla nostra sfera profonda, a ciò che noi siamo», perché attraverso il racconto della storia consente alla comunità di riconoscersi nelle proprie trasformazioni, nelle fratture e nella capacità di rinascere. Quindi una delle immagini più significative della giornata: «Marsicaland è quel nuovo rumore che vuole inaugurare un nuovo rinascimento di questo territorio e tutti quanti siamo chiamati a farne parte».
Accanto alla direzione scientifica, la direzione artistica di Giuliano Montaldi, che ha voluto il Corteo Storico dei Marsi e ne ha coordinato la complessa costruzione artistica e organizzativa. Il Corteo è diventato così uno dei segni maggiormente riconoscibili di Marsicaland, capace di trasformare la ricerca storica e il patrimonio immateriale della Marsica in una grande rappresentazione popolare.
Montaldi ha sintetizzato il lavoro svolto con una formula essenziale: «Il silenzio ama i grandi risultati. Bisogna lavorare in silenzio, senza grandi proclami, però fare azioni». E, guardando alle prossime edizioni, ha consegnato alle istituzioni e al territorio un’indicazione altrettanto netta: «La strada è stata tracciata».
Il successo dell’edizione 2026 assume quindi un valore che supera il dato, pur rilevante, delle presenze. Circa 20mila persone per il Corteo, migliaia di visitatori al Mercato diretto della terra, show cooking seguiti e partecipati, tavole rotonde capaci di affrontare questioni centrali per il territorio e un’intera città coinvolta nella manifestazione costruiscono il bilancio di una tre giorni che ha mostrato la possibilità di tenere insieme festa popolare, produzione, cultura e riflessione.
La chiusura è stata affidata al concerto dei Dik Dik, ultimo appuntamento della tre giorni in Piazza Risorgimento, a completamento di un programma che ha attraversato linguaggi e pubblici differenti.
Marsicaland 2026 lascia soprattutto un risultato politico e territoriale: la manifestazione non viene considerata conclusa con il grande successo di questa edizione, ma viene rilanciata. Regione, Comune, amministratori, Fondazione e soggetti promotori hanno indicato nella continuità e nella crescita del progetto la strada da percorrere.




