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Marsicaland 2026, nel corteo entrano Silone, Berardicurti e Paris: la storia e la memoria della Marsica

Redazione Abruzzo di Redazione Abruzzo
7 Settembre 2026
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Avezzano. Marsicaland 2026, il Corteo Storico dei Marsi continua a scrivere la propria storia: entrano Ignazio Silone, Antonio Berardicurti e Agostino Paris. Nuove figure e nuove pagine della memoria collettiva nel Corteo del 20 settembre. Dalla vicenda di Silone alle lotte contadine del Fùcino, Marsicaland amplia il proprio racconto della Marsica attraverso personaggi, simboli e avvenimenti che hanno segnato la storia del territorio.

 Il Corteo Storico dei Marsi continua a scrivere la propria storia. Nell’edizione 2026 di Marsicaland il grande racconto visivo della memoria marsicana si arricchisce di nuovi personaggi e di nuovi riferimenti al Novecento del territorio: Ignazio Silone, Antonio Berardicurti e Agostino Paris entreranno a far parte della rappresentazione che accompagnerà la terza edizione del Festival diffuso dell’agroalimentare, in programma ad Avezzano dal 18 al 20 settembre.

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Non si tratta semplicemente dell’aggiunta di nuove figure a una sfilata già definita. Fin dalla sua costruzione, il Corteo Storico dei Marsi è stato pensato come un racconto aperto, progressivo, capace di crescere insieme alla conoscenza che la comunità acquisisce della propria storia. Ogni nuova edizione porta con sé personaggi, oggetti, pratiche e simboli che consentono di ricomporre frammenti diversi della vicenda marsicana e di restituirli al presente attraverso una forma di rappresentazione collettiva.

Il Corteo diventa così una sorta di libro dei luoghi in movimento, nel quale la storia non viene semplicemente evocata, ma ricondotta dentro il presente della comunità. La sua funzione non è riprodurre nostalgicamente ciò che è stato, bensì mettere in relazione passato e contemporaneità, facendo della memoria uno strumento attraverso il quale riconoscersi, costruire appartenenza e alimentare quel “senso del noi” che rappresenta uno dei nuclei identitari di Marsicaland.

Il professor Ernesto Di Renzo, direttore scientifico di Marsicaland, sottolinea: «Il Corteo Storico dei Marsi è un racconto in fieri. Non è una rappresentazione chiusa, destinata a ripetersi identica ogni anno, ma un dispositivo culturale che progressivamente accoglie personaggi, oggetti e simboli attraverso i quali la comunità può riconoscere le proprie stratificazioni storiche. Silone, Berardicurti e Paris appartengono a vicende diverse, ma ci parlano dello stesso territorio: delle sue fratture, dei suoi conflitti, della capacità di trasformare il dolore, il lavoro e la memoria in appartenenza. Riportarli nel presente significa tessere l’ordito di un senso del noi che non guarda al passato per nostalgia, ma per costruire consapevolmente il futuro.»

In questa prospettiva assume un significato particolare l’ingresso di Ignazio Silone. Nato a Pescina, Silone è una delle figure che più hanno contribuito a rendere la Marsica conoscibile oltre i suoi confini. La sua vicenda personale e la sua produzione letteraria attraversano una parte decisiva del Novecento marsicano: il trauma del terremoto del 1915, che segnò profondamente la sua storia familiare, le trasformazioni politiche e sociali del secolo, le condizioni delle classi contadine, le tensioni tra marginalità, emigrazione, riscatto e dignità.

Con Silone, Marsica e scrittore diventano reciprocamente strumenti di conoscenza: Silone racconta la Marsica e la Marsica diventa una delle chiavi attraverso cui leggere Silone. Paesaggi, comunità, povertà, conflitti e aspirazioni che attraversano la sua opera non costituiscono soltanto lo sfondo geografico della narrazione, ma partecipano alla costruzione di una rappresentazione della condizione umana che ha portato un territorio apparentemente periferico dentro la letteratura europea e internazionale.

Accanto alla dimensione letteraria e civile incarnata da Silone, il Corteo riporta alla memoria una delle pagine più dolorose della storia sociale del Fùcino attraverso Antonio Berardicurti e Agostino Paris, vittime dell’eccidio di Cèlano del 30 aprile 1950.

I loro nomi rimandano direttamente alla stagione delle lotte contadine, alle rivendicazioni per la terra e alla ricerca di riscatto sociale che attraversarono la Marsica nel secondo dopoguerra. Berardicurti e Paris diventano così, all’interno del Corteo, non soltanto due figure storiche da ricordare, ma la testimonianza di una comunità rurale che attraverso il lavoro, il conflitto e il sacrificio ha partecipato alla trasformazione economica e sociale del territorio.

La loro presenza assume dunque un valore testimoniale e pedagogico: restituisce spazio pubblico a una memoria che rischia di essere dimenticata o sottaciuta e riporta dentro il racconto collettivo il prezzo pagato da uomini e comunità per affermare diritti, dignità e nuove condizioni di vita. In questa operazione il Corteo assume anche una funzione di risarcimento storico, non nel senso di una celebrazione retorica, ma come atto di riconoscimento verso vicende e protagonisti che appartengono pienamente alla costruzione della Marsica contemporanea.

L’ingresso di Silone, Berardicurti e Paris rende evidente la direzione nella quale il Corteo sta evolvendo. Dalle forme più antiche della civiltà marsa alle trasformazioni agricole del Fùcino, dalle culture del lavoro alle grandi fratture del Novecento, la rappresentazione si amplia progressivamente fino a diventare una messa in scena visiva e teatralizzata della storia locale, nella quale epoche differenti dialogano tra loro senza essere appiattite in una successione puramente cronologica.

È questa la logica con cui Marsicaland continua a sviluppare uno dei suoi elementi più riconoscibili. Il Corteo non rappresenta una Marsica immobile: racconta una comunità che continuamente torna sulla propria storia per comprenderla, ampliarla e rimetterla in circolo.

E ogni nuovo personaggio che entra nel racconto non aggiunge semplicemente un costume o una scena: aggiunge una nuova pagina alla memoria del territorio.

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