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“Mamma non respirava, ma era codice verde”, il racconto della famiglia di un’anziana morta in ospedale

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
21 Ottobre 2026
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Avezzano. Una madre di 81 anni, una corsa in ambulanza, ore di apprensione e richieste di aiuto che, secondo il racconto dei familiari, non avrebbero ricevuto risposte adeguate. È una testimonianza dolorosa quella che arriva dalla famiglia dell’anziana, residente a Luco dei Marsi, deceduta dopo essere stata trasportata e ricoverata all’ospedale di Avezzano il 17 ottobre.

 

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I familiari hanno deciso di rendere pubblica la loro esperienza per chiedere chiarezza su quanto accaduto e sulle ore trascorse al pronto soccorso prima del trasferimento nel reparto di Medicina. Secondo quanto riferito dalla famiglia, la donna sarebbe stata accompagnata in ospedale in ambulanza, “attivata su indicazione della guardia medica, per una situazione respiratoria che destava forte preoccupazione”. Ai familiari sarebbe stato prospettato il rischio che una bronchite potesse evolvere in polmonite e la necessità di intervenire tempestivamente.

 

Una volta arrivata al pronto soccorso, tuttavia, la donna sarebbe stata classificata con codice verde. Una valutazione che, alla luce di quanto riferiscono i familiari, ha lasciato loro molti interrogativi. “Nostra madre non respirava bene”, raccontano. Le figlie avrebbero segnalato più volte il peggioramento delle sue condizioni, senza però sentirsi ascoltate. Sempre secondo la loro testimonianza, in diverse occasioni sarebbe stato chiesto loro di uscire dall’area in cui si trovava la madre.

La situazione, secondo il racconto della famiglia, sarebbe precipitata nel corso della serata. Soltanto intorno alla mezzanotte la donna sarebbe stata trasferita nel reparto di Medicina, dove sarebbe arrivata in condizioni descritte dai familiari come “estremamente gravi: gonfiore e difficoltà respiratorie”.

 

Per le figlie sono state ore di paura, trascorse con il timore che la madre stesse peggiorando senza ricevere, a loro giudizio, l’assistenza che ritenevano necessaria. A rendere ancora più doloroso il ricordo dell’accaduto è un altro episodio riferito dalla famiglia. La donna avrebbe avuto freddo e i familiari avrebbero chiesto più volte una coperta. Non riuscendo, secondo il loro racconto, a ottenerla, una delle figlie avrebbe finito per coprirla con la propria giacca.

L’anziana è morta nella notte successiva al ricovero, alle 2, secondo quanto riferito dai familiari. Una perdita che ha lasciato dolore, rabbia e soprattutto interrogativi sulle ore precedenti al ricovero in Medicina. La famiglia vuole capire come siano state valutate le condizioni della donna al suo arrivo, quali interventi siano stati effettuati durante l’attesa e come si sia arrivati a un quadro clinico tanto grave.

La testimonianza dei familiari, da sola, non consente di stabilire eventuali responsabilità né di chiarire il rapporto tra l’assistenza ricevuta e il decesso. Proprio per questo, ritengono necessario che la vicenda venga ricostruita con attenzione, sulla base della documentazione sanitaria e delle valutazioni dei professionisti competenti. «Chiediamo che venga fatta chiarezza».

Con questa segnalazione, la famiglia porta all’attenzione pubblica una vicenda che merita risposte precise. Al centro non c’è soltanto il dolore per la perdita di una madre di 81 anni, ma anche la necessità di comprendere cosa sia accaduto durante quelle ore trascorse in ospedale.

La famiglia auspica che venga fatta piena luce sulla gestione del caso e che ogni passaggio, dall’arrivo in pronto soccorso al ricovero in reparto, possa essere verificato.

Immagine: archivio

Tags: abruzzo
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