Avezzano. Due anni e quattro mesi di reclusione, sostituiti con la detenzione domiciliare, per una vicenda di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e minacce che avrebbe visto vittime una donna e, in alcuni episodi, anche i figli minori. È la condanna pronunciata ieri dal giudice del Tribunale di Avezzano, Mario Cervellino, nei confronti di un uomo di 48 anni, al termine di un procedimento celebrato con rito abbreviato.
Una vicenda familiare particolarmente delicata, caratterizzata, secondo la ricostruzione accusatoria, da comportamenti vessatori, aggressioni fisiche e intimidazioni che si sarebbero protratti per diversi anni, a partire dal 2018, con ulteriori episodi contestati fino al dicembre 2025.
L’imputato aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato, ottenendo la riduzione di pena prevista dalla legge. La donna si è costituita parte civile, anche nell’interesse dei due figli minori, assistita dall’avvocato Crescenzo Presutti.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe sottoposto la compagna a ripetute ingiurie, minacce e aggressioni fisiche, ingenerando nella donna una condizione di sofferenza e timore. Tra gli episodi contestati figurano aggressioni con schiaffi e pugni, minacce di morte e comportamenti intimidatori che, secondo l’accusa, si sarebbero verificati anche alla presenza dei figli.
In particolare, gli atti giudiziari ricostruiscono un’aggressione risalente al luglio 2018, quando la donna sarebbe stata colpita con schiaffi e spintonata contro degli scaffali. Un altro episodio sarebbe avvenuto nel 2020, mentre nel luglio dello stesso anno, secondo la contestazione, l’imputato avrebbe colpito violentemente la compagna al volto con un manico di scopa, provocandole lesioni che avrebbero richiesto cure mediche e l’applicazione di punti di sutura.
Ulteriori episodi sarebbero avvenuti negli anni successivi. Nel giugno 2023, stando alla ricostruzione accusatoria, l’uomo avrebbe aggredito fisicamente la donna e l’avrebbe poi chiusa fuori dall’abitazione. Nell’estate del 2024, invece, l’avrebbe colpita con uno schiaffo durante una discussione in un luogo pubblico.
Tra le contestazioni figura anche un episodio del dicembre 2025, quando l’imputato avrebbe rivolto telefonicamente nuove minacce alla donna, dopo aver insultato e minacciato anche l’attuale compagno di quest’ultima. La vicenda avrebbe poi avuto un ulteriore sviluppo con la presenza dell’uomo nei pressi dell’abitazione della donna.
Il giudice Cervellino, all’esito del rito abbreviato, ha riconosciuto l’imputato colpevole dei reati contestati, concedendo le attenuanti generiche, ritenute equivalenti alle aggravanti, e applicando la diminuzione di pena prevista dal rito.
La pena di due anni e quattro mesi di reclusione è stata sostituita con la detenzione domiciliare di pari durata, accompagnata da specifiche prescrizioni. Tra queste, l’obbligo di permanenza nell’abitazione per almeno dodici ore giornaliere, il divieto di detenere armi e munizioni, il divieto di frequentare pregiudicati e il ritiro del passaporto. L’esecuzione della pena sostitutiva sarà sottoposta al controllo dell’Ufficio di esecuzione penale esterna.
Sul versante civile, il Tribunale ha condannato l’imputato al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, da liquidare in separato giudizio, riconoscendo una provvisionale di 5mila euro per ciascuna, oltre alle spese legali.



