Avezzano. Si è svegliata con una paralisi improvvisa, segnale drammatico di un ictus che in poche ore ha stravolto la sua vita. Una donna di 46 anni, residente in un comune della Valle Roveto, lotta ora tra la vita e la morte dopo un rapido aggravamento delle sue condizioni.
I primi soccorsi sono scattati ad Avezzano, dove la paziente è stata trasportata d’urgenza e affidata alle cure del reparto di Neurologia. Qui i medici hanno agito tempestivamente, avviando le procedure più avanzate per contrastare gli effetti dell’ictus, tra cui una trombolisi, nel tentativo di ripristinare il flusso sanguigno e salvaguardare le funzioni neurologiche compromesse. L’intervento della radiologia interventistica ha completato il quadro delle manovre salvavita messe in campo nelle prime ore.
Nonostante gli sforzi, però, il quadro clinico è progressivamente peggiorato. Dopo circa tre giorni, complicanze sempre più gravi hanno reso inevitabile il trasferimento all’ospedale dell’Aquila, struttura dotata di Neurochirurgia, reparto assente nel presidio marsicano.
Nel capoluogo regionale la donna è stata sottoposta a un delicato intervento neurochirurgico, seguito dal ricovero in terapia intensiva. Da allora le sue condizioni restano estremamente critiche, appese a un equilibrio fragile.
La vicenda riporta con forza al centro del dibattito il tema dell’organizzazione sanitaria nella Marsica, in particolare la mancanza di alcune specialistiche fondamentali. Nei casi più complessi, infatti, l’assenza di reparti come la neurochirurgia impone trasferimenti che possono rivelarsi decisivi in termini di tempo e prognosi.
Intanto, mentre prosegue il lavoro dei medici impegnati in ogni fase dell’emergenza, resta alta l’attenzione su una storia che intreccia dramma umano e interrogativi sul sistema sanitario territoriale.




