Magliano de’ Marsi. Domenica 23 Febbraio 2025 l’Azione Cattolica di Magliano de’ Marsi e l’Oasi di Fraternità “Don Antonio Sciarra” hanno ricordato Vittorio Bachelet, del quale l’Azione Cattolica di Magliano porta il nome. Ricordiamo per i più giovani che Bachelet, docente universitario e giurista, presidente dell’Azione Cattolica Italiana per quasi 10 anni, fu testimone di impegno civile e fede cristiana e venne ucciso il 12 febbraio 1980 dalle Brigate Rosse. La giornata dedicata a Bachelet a 45 anni dalla sua morte è diventata occasione di convivialità, attenzione al territorio e alle sue tradizioni e segno di vita ecclesiale. La manifestazione è iniziata con una partita a “Cacio”.
Alle ore 9.30 esponenti della Proloco del paese hanno illustrato il gioco del “Cacio”, un’antica tradizione locale che consiste nel lanciare una forma di formaggio lungo un percorso denominato “Giro di Tornoterra”. Il percorso segue la strada che girava intorno al paese affiancando le antiche mura. Questo ci ricorda che Magliano de’ Marsi ha una lunga storia e che nel medioevo aveva il titolo di Universitas (qualcosa di simile a un comune).
Nel gioco del cacio i partecipanti si dividono in squadre che fanno “ruzzolare” la forma di cacio lungo il percorso con tiri che, per essere validi, non devono far fermare la forma in un punto che la copre alla vista. Sono state illustrate le regole del gioco, che viene vinto dalla squadra che riesce a completare l’intero percorso con il minor numero di tiri. Il punto di partenza è anche il termine del giro e si chiama “Appellaturo”, termine con il quale si indica pure il primo tiro. In questo punto, che viene segnato a terra con una linea, corrispondono due targhe, una per ogni lato della strada, che segnano l’inizio e il termine del percorso, lungo 700 metri. Questo gioco ha un’origine antica ed è praticato a Magliano de’ Marsi da secoli, risultando citato in documenti della seconda metà del ‘700. Era usanza organizzare le gare nel periodo compreso tra l’Epifania e la fine del Carnevale. Con la seconda guerra mondiale questa tradizione venne sospesa e negli anni ’60 si tornò a praticarla. In origine il premio era costituito proprio dalla forma di cacio, poi sono stati introdotti anche altri premi. Le gare con le forme di cacio, dette anche “ruzzola con il formaggio” o “ruzzolone”, nel tempo sono state in uso in diversi paesi appenninici, che praticavano la pastorizia e preparavano il formaggio, e tuttora queste manifestazioni si tengono in varie località, non solo in Abruzzo, ma anche in Umbria, nelle Marche, in Toscana, nel Lazio e in Emilia Romagna.
Nella giornata in memoria di Bachelet, dando nuova vita a questa antica usanza, si sono sfidate due squadre in una gara amichevole e il Sindaco del paese, Pasqualino Di Cristofano, al quale è stata consegnata la tessera dell’Azione Cattolica, ha aperto il gioco con il primo tiro del formaggio. La gara è stata vissuta in spirito di amicizia e la squisita forma di cacio è stata poi assaggiata a pranzo da tutti i partecipanti.
Alle 12:15 è stata celebrata la messa dal Parroco Don Emilio Cerasani presso la Chiesa di Santa Lucia, bellissima chiesa costruita nel XIII secolo, durante la quale è stata ricordata la figura di Vittorio Bachelet.
Nel pomeriggio in paese si sono svolte le semifinali del vero e proprio Cacio-Torneo, al quale si sono iscritte 15 squadre, che è iniziato il 4 gennaio e avrà termine il 4 marzo.
Di Matteo Biancone