Avezzano. “Il Partito Democratico Abruzzo esprime forte disappunto per il linguaggio utilizzato da alcuni organi di stampa nel raccontare un episodio avvenuto in via San Francesco ad Avezzano, sottolineando l’importanza di un’informazione attenta, rispettosa e inclusiva, capace di evitare espressioni inappropriate e stigmatizzanti.”
“Equivoco e inopportuno il titolo scelto di un fatto che viene riferito come «Lite tra omosessuali: 35enne arrestato dopo una colluttazione con i carabinieri». Le notizie riguardano una lite domestica tra due uomini legati da una relazione sentimentale. Il diverbio sarebbe degenerato in strada concludendosi con l’arresto di uno dei due per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nulla di quanto accaduto è dipeso dall’orientamento sessuale delle persone coinvolte. Eppure è proprio l’orientamento sessuale a finire in primo piano, perché? Che aggiunge ai fatti l’aver inserito due persone in una categoria e perché utilizzarla come etichetta e come richiamo per i lettori, com’è accaduto? Quale testata titolerebbe mai «lite tra eterosessuali» per un litigio tra un uomo e una donna conviventi? E perché l’orientamento sessuale deve diventare un marchio spacciato per informazione, come a voler accostare l’omosessualità alla violenza e al disordine? Perché questo quel titolo evoca, altrimenti non ce ne sarebbe stata alcuna ragione.”
“C’è poi un problema di tutela delle persone. In una città come Avezzano, età, nazionalità e nome della via bastano a renderle riconoscibili. Ed ecco che il titolo rischia anche di esporre pubblicamente l’orientamento sessuale di due uomini che hanno diritto alla riservatezza: un dato che la legge e le regole deontologiche dei giornalisti proteggono con particolare attenzione. A questa etichetta se ne somma un’altra. Nel testo uno dei due uomini viene indicato ripetutamente soltanto attraverso la nazionalità marocchina, anche questa senza alcuna rilevanza per la comprensione dei fatti.”
“Eppure il Testo unico dei doveri del giornalista, all’articolo 13, chiede espressamente che nei fatti di cronaca che coinvolgono l’orientamento e l’identità sessuale si evitino stereotipi ed espressioni lesive della dignità della persona. Vanno nella stessa direzione il principio di essenzialità dell’informazione, le Regole deontologiche sul trattamento dei dati personali nell’attività giornalistica, che tutelano la sfera sessuale della persona, e la Carta di Roma sull’informazione che riguarda cittadini stranieri. Regole che questo caso sembra ignorare ripetutamente.”
“Per questo il PD Abruzzo chiede: 1. Alle direzioni delle testate locali maggiore attenzione a titoli e contenuti, eliminando ogni riferimento all’orientamento sessuale (un’alternativa poteva essere ad esempio: «Lite in casa degenera in strada ad Avezzano, 35enne arrestato dopo la colluttazione con i carabinieri»); nonché riferimenti a orientamento e nazionalità non necessari al racconto dei fatti; 2. All’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo di promuovere maggiore vigilanza e più momenti di formazione sul linguaggio rispettoso delle persone LGBTQIA+ e delle persone straniere.”
“«Le parole non sono neutre — dichiarano il segretario regionale Pd Daniele Marinelli e Marielisa Serone D’Alò, responsabile Diritti e Pari opportunità del PD Abruzzo —. Un titolo come questo non aggiunge nulla alla notizia, ma rafforza un pregiudizio e può esporre due persone a conseguenze reali. Non chiediamo di tacere i fatti: chiediamo di raccontarli senza trasformare l’identità delle persone in un’etichetta».”




