Avezzano. È stata fissata per giovedì alle 15.30 la riunione sulla vertenza LFoundry di Avezzano, attesa da tempo dai rappresentanti dei sindacati e dai lavoratori. L’appuntamento si terrà nella sala parlamentino del ministero delle Imprese e del made in Italy, in via Molise, ed è stato convocato dal dipartimento per le politiche per le imprese. Al tavolo siederanno i vertici aziendali, le parti sociali e i rappresentanti istituzionali.
Per i lavoratori è un passaggio decisivo per avere delucidazioni sul loro futuro. I contratti di solidarietà, in vigore da due anni per mille dei 1.200 dipendenti dello stabilimento, scadranno il 31 dicembre. A questo si va ad aggiungere la contrazione del mercato, e la preoccupazione per il futuro.
Il confronto arriva dopo mesi di tensione, a distanza di tempo dall’ultimo tavolo al Mimit del 24 giugno. In quell’occasione la sottosegretaria Fausta Bergamotto aveva chiesto di avere al più presto elementi chiari sulle prospettive industriali del sito, anche alla luce dei recenti cambiamenti nella governance aziendale. Il ministero aveva annunciato che avrebbe chiesto al nuovo amministratore delegato un piano industriale credibile e verificabile, riconvocando il tavolo dopo l’estate, proprio per questo ora si attendono novità dal vertice della prossima settimana.
Il nodo della proprietà è da tempo al centro della vertenza. In un precedente incontro il Mimit aveva chiesto prima chiarimenti sui piani di investimento e sulla strategia di medio-lungo termine, poi aveva invitato l’azienda a presentare una dettagliata relazione dei piani di investimento.
Anche i sindacati avevano più volte sollecitato risposte e alla fine dello scorso anno avevano denunciato la mancanza di riscontri sul futuro occupazionale dei 1.200 addetti dello stabilimento di Avezzano dove si producono memorie volatili e sensori d’immagine. La situazione, quindi, è in una fase di stallo. Da una parte ci sono i lavoratori che non sanno più cosa aspettarsi dal futuro, e dall’altro ci sono le organizzazioni sindacali che continuano a incalzare l’azienda chiedendo la presentazione di un piano industriale che possa tracciare una rotta.
L’incontro di giovedì al Mimit dovrà servire a sciogliere questi e altri nodi per poter capire cosa ne sarà nella fabbrica più grande della provincia dell’Aquila.




