Avezzano.
LFoundry prova a lasciarsi alle spalle la crisi. Lo stabilimento di Avezzano avvierà presto la produzione dei transistor di potenza, noti come Power. L’amministratore delegato Gianluca Testa ha annunciato questa novità produttiva durante un recente incontro aziendale. I nuovi componenti elettronici servono a gestire grandi quantità di energia. Il loro arrivo sulle linee del nucleo industriale rappresenta una prima speranza per i lavoratori del sito. L’azienda sta infatti affrontando un momento di profonda difficoltà. Le commesse sono crollate a fine 2024. Questo calo ha portato all’attivazione dei contratti di solidarietà per mille dei 1.300 dipendenti. A influire negativamente è stata anche la diminuzione della produzione per il mono-cliente On-semiconductor. Il suo contratto andrà a breve in scadenza.
I sindacati accolgono la notizia con prudenza. “Si tratta di una nota positiva”, ha dichiarato Michele Paliani, segretario provinciale della Uil-Uilm. “Questa novità ci fa sicuramente ben sperare. Seguiremo passo passo le evoluzioni per monitorare la situazione. Restare vigili è fondamentale in questo momento”. I Power sono impiegati in tutti i settori che richiedono il controllo di elevate quantità di energia. Il settore principale è quello automobilistico. I veicoli elettrici e ibridi richiedono questi componenti per gestire la trazione dei motori, i sistemi di ricarica e la conversione dell’energia.
Antonello Tangredi, segretario territoriale della Fim-Cisl, vede un potenziale rilancio. “L’attivazione della nuova produzione è un tentativo di riempire le linee”, ha spiegato. “Una risalita permetterebbe di aumentare le ore lavorate già dal primo settembre per i dipendenti in ammortizzatore sociale. L’obiettivo è lo stop definitivo agli ammortizzatori a gennaio”. Tangredi ha ricordato l’importanza del lavoro sindacale. “Se si continuerà su questa scia l’azienda sarà presto costretta ad assumere nuovi tecnici. Molti dipendenti se ne sono andati e l’azienda è attualmente scarica”.
All’incontro ha partecipato anche Fernando Di Gianfilippo della Cisal. Durante il vertice è stata ribadita la forte richiesta di Power sul mercato. Questi sistemi sono necessari per l’automazione e la robotica. Garantiscono infatti il controllo preciso dei macchinari pesanti e gestiscono gli alimentatori delle linee di produzione.
La Fiom-Cgil frena però gli entusiasmi. “Quello che stanno tentando di fare può aiutare, ma non è la soluzione alla vertenza”, ha evidenziato il segretario provinciale Diego Di Francesco. “Si tratta di materiale con una capacità limitata. Può riempire una certa parte della linea, ma non tutta. Servirebbero 40.000 fette di Power a settimana per mantenere il livello occupazionale attuale. L’azienda stima invece di produrne solo 6.000. L’attenzione del sindacato resta alta. Di fatto l’azienda ha solo cambiato strategia per mantenere le linee attive e i contatti con i fornitori. Prima aveva giudicato questo materiale non remunerativo”.




