L’Aquila. Lette le carte, trovato l’inganno. È l’associazione Civico99 a farlo sapere. Come volevasi dimostrare, è emerso che l’organizzazione dietro il festival L’Aquila Città del Libro, contestatissima iniziativa diretta da Alchimia d’Inchiostro e negli scorsi anni da Castelli di Carta (altra associazione che era stata accusata d’intrattenere rapporti con l’estrema destra), non è formalmente un’associazione registrata presso il Runts. Pare una notizia di poco conto, ma per la somma di fondi pubblici percepita quest’anno dovrebbe bastare a porre il problema di dover riscontrare un soggetto legalmente iscritto all’albo delle associazioni.
Tale questione, però, si scontra col regolamento comunale, prodotto prima della riforma del Terzo Settore, motivo per cui, l’Amministrazione Biondi liquida le accuse, ricordando la correttezza formale del procedimento di finanziamento del festival.
«Per il festival L’Aquila Città del Libro 2026», scrivono nella loro nota gli attivisti dell’associazione di cittadini aquilani, «il Comune ha concesso ad Alchimia d’Inchiostro 67mila euro: 35mila iniziali, aumentati di altri 32mila a pochi giorni dall’evento. Il 23 settembre Civico 99 ha presentato una prima diffida con accesso agli atti per chiarire la qualifica dell’associazione beneficiaria».
Dopo aver avuto accesso ai documenti, riferisce il comunicato, verrà presentata dall’associazione «una nuova diffida e chiederemo il riesame dei contributi 2025 e 2026. La contestazione è precisa: secondo la documentazione acquisita, nelle tre domande del 2026 Alchimia d’Inchiostro si è qualificata due volte come Aps e una come Ets, senza che risultasse iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore». Per Civico 99 è una discrepanza grave e inaccettabile nella gestione di risorse pubbliche. Aps ed Ets sono qualifiche giuridiche che richiedono l’iscrizione al Runts».
«Con quale titolo sono state utilizzate quelle qualifiche e quali controlli ha svolto il Comune?» si chiede Claudia Aloisio, presidente del gruppo. «L’associazione Civico 99 sollecita verifiche puntuali su rendiconti, pagamenti, quota di spesa a carico dell’organizzatore e regime fiscale applicato, e di avere accesso agli atti dell’istruttoria. È indispensabile che il Comune dell’Aquila renda conto pubblicamente delle verifiche svolte e delle decisioni conseguenti».
«Qualora» continua, «emergano elementi di responsabilità penale o contabile, gli atti devono essere trasmessi agli organi competenti. Nell’anno della Capitale italiana della Cultura, anche la gestione dei fondi deve essere all’altezza. Ogni euro assegnato esige trasparenza e ogni qualifica dichiarata esige riscontri. La città ha diritto a risposte documentate, fino in fondo».



