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L’Accademia Italiana della Cucina celebra D’Annunzio e i sapori abruzzesi nella “Cena della Cultura”

Redazione Attualità di Redazione Attualità
3 Aprile 2018
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Avezzano. L’Accademia Italiana della Cucina, delegazione di Avezzano, “diventata grande” con la trasformazione in “Delegazione di Avezzano e della Marsica”, a testimonianza del radicamento dell’Accademia nel territorio, ha celebrato la “Cena della Cultura”, appuntamento tradizionale di inizio primavera che, con la cena Ecumenica – che si tiene in autunno e raccoglie attorno ad un ideale desco gli Accademici nel mondo – e la “ Cena degli Auguri”, a fine anno, costituisce la “Triade” annuale onorata dall’Accademia, a difesa e promozione della cucina italiana, e dei prodotti tipici dei territori, quali tesoro di cultura, storia e e tradizioni, nonché del senso più autentico del Convivio. L’AIC, fondata nel 1953 a Milano da Orio Vergani, è stata dichiarata “Istituzione Culturale” della Repubblica Italiana. Cordialità, condivisione e calda atmosfera hanno caratterizzato la ” Cena della Cultura “, tenutasi nel ristorante “Fabbrica dei Sapori”, a Celano. Architetto della serata, il delegato Franco Santellocco Gargano che ha con orgoglio introdotto lo storico Paolo Giuliani, brillante relatore sul tema: “Sapori abruzzesi sulla tavola di Gabriele D’Annunzio”, scelto nella ricorrenza degli 80 anni dalla morte del Vate. Giuliani ha dissertato sul rapporto di D’Annunzio con la cucina e il convivio, verso cui il Vate si poneva come nella vita: da esteta, da contemplativo, raffinato e aulico, ma anche passionale e carnale.

 

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Dalla relazione dello Storico, elementi curiosi e poco noti ai più: attento salutista, raffinato gourmet e interessato alla freschezza delle materie prime, D’Annunzio alternava momenti di digiuno completo ad abbuffate compulsive, soprattutto in previsione dell’arrivo di qualche amante; era anche un attento esteta della tavola, apparecchiata con cura dei dettagli del tovagliato, e cultore dei pasti consumati in solitudine. Il Vate  aveva una certa predilezione per i prodotti della sua terra d’origine: maccheroni alla chitarra, brodetto di pesce, pecorino della Maiella, la papera muta, il salamino pepato, la porchetta, il Parrozzo e i Senza Nome tra i dolci, il vino Montepulciano e i liquori Aurum e Cerasella. Molte le citazioni ” recitate ” dallo Storico, in una lettura accattivante che ha tratteggiato un D’Annunzio ” quasi ” inedito nella enogastronomia familiare. Fra i numerosi ospiti, Il Delegato di Atri, Antonio Moscianese Santori, che nel suo intervento ha ampliato aspetti diversi del tema dannunziano. Immancabili e apprezzati gli omaggi della Cantina del Fucino, con il suo presidente Lorenzo Savona. Il primo appuntamento solenne per gli Accademici si è concluso con alto indice di gradimento e con un arrivederci con le tante iniziative che l’AIC programma nel territorio, alla scoperta e riscoperta dei prodotti, delle tipicità enogastonomiche dei luoghi, ma anche della storia e della cultura di cui quelle tipicità sono espressione.

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