L’Aquila. «Aver raggiunto e superato già a settembre il target di spesa 2026 dei fondi europei per lo sviluppo rurale testimonia il cambio di passo compiuto dall’Abruzzo. Il sesto posto tra le Regioni italiane per percentuale di raggiungimento dell’obiettivo conferma la qualità del lavoro svolto: capacità di programmazione, tempestività amministrativa e attenzione alle esigenze delle imprese agricole e dei territori». Lo dichiara il vicepresidente della Giunta regionale e assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, commentando i risultati della spesa del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) al 30 settembre.
L’Abruzzo ha superato il 100% dell’obiettivo previsto per il 2026, raggiungendolo con tre mesi di anticipo rispetto alla scadenza di fine anno. Il risultato si inserisce nell’attuazione del Complemento di sviluppo rurale (CSR) Abruzzo 2023-2027, che sostiene gli investimenti e gli interventi a favore delle aziende agricole e delle aree rurali.
«Rispetto al passato – prosegue Imprudente – l’Abruzzo ha rafforzato la propria credibilità nazionale nella gestione delle politiche agricole. Abbiamo affrontato le difficoltà e consolidato la capacità di trasformare le risorse europee in opportunità concrete per le imprese e le comunità locali. Rispettare i tempi di spesa significa dare continuità agli interventi, accompagnare gli investimenti e sostenere la competitività del comparto».
Il vicepresidente rivolge quindi «un ringraziamento particolare alla direttrice del Dipartimento e Autorità di gestione, Elena Sico, ai dirigenti e a tutto il personale del Dipartimento Agricoltura e all’assistenza tecnica: dietro questi numeri ci sono competenze, coordinamento e un impegno quotidiano che hanno consentito di raggiungere l’obiettivo in anticipo».
«Questo risultato – conclude Imprudente – ci impegna a migliorare ancora l’efficienza nell’utilizzo delle risorse europee. Vogliamo consolidare il percorso intrapreso, sostenere le aziende agricole abruzzesi e valorizzare il potenziale dei territori rurali, affinché ogni euro investito contribuisca alla crescita dell’agricoltura regionale».




