Bisegna. Ci sono gesti semplici che racchiudono un significato profondo. Piantare un albero, recuperare un frutteto, dedicare una giornata del proprio tempo alla montagna. Azioni concrete che, lontano dai riflettori, possono contribuire a costruire un rapporto più equilibrato tra l’uomo e la natura. È da questa idea che nasce “Pianta un melo, aiuta un orso”, l’iniziativa che sabato 31 ottobre 2026 tornerà nella Valle del Giovenco, chiamando a raccolta volontari e amanti dell’ambiente.
A Bisegna, insieme ai territori di San Sebastiano e Ortona dei Marsi, la tutela della fauna selvatica passa anche attraverso il lavoro sul campo: curare i frutteti esistenti, mettere a dimora nuovi alberi da frutto e preservare quelle aree naturali che possono rappresentare una preziosa fonte di alimentazione per l’orso e per le altre specie che popolano queste montagne.
Non si tratta soltanto di piantare meli. È un modo per prendersi cura del territorio, riscoprire il valore della collaborazione e trasformare la sensibilità ambientale in un impegno tangibile. Perché proteggere la fauna significa anche custodire gli ambienti in cui vive, favorendo la disponibilità di risorse naturali e contribuendo a una convivenza più armoniosa tra le attività umane e la vita selvatica.
Una giornata con le mani nella terra
Il programma prenderà il via alle 9.30, con il ritrovo dei volontari in località “Le Pratà”, a Bisegna. Da lì si darà spazio al lavoro all’aperto, tra frutteti da sistemare, alberi da curare e nuove piantumazioni, in una mattinata che unirà operosità, condivisione e attenzione per l’ambiente.
L’invito è rivolto a chi desidera mettersi in gioco e contribuire concretamente alla salvaguardia del patrimonio naturale della Valle del Giovenco. Per partecipare sarà necessario indossare un abbigliamento adatto alle lavorazioni contadine e portare con sé le attrezzature richieste: gravina, zappa e forbice da potatura.
Niente gesti simbolici destinati a esaurirsi in una fotografia, dunque, ma una giornata da vivere all’aria aperta, lavorando fianco a fianco e lasciando un segno positivo sul territorio. Un’occasione per riscoprire anche il valore di quelle attività manuali che, attraverso la cura della terra, possono diventare strumenti di tutela ambientale.
Un territorio che sceglie di prendersi cura dei suoi orsi
L’iniziativa è coordinata dall’associazione PercOrsi Perduti, con la collaborazione di Salviamo l’Orso, Quelli di Amarena, Che fare Valle del Giovenco e Rewilding Apennines. L’evento gode inoltre del patrocinio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e del Comune di Bisegna.
Una rete di realtà associative e istituzionali che richiama l’attenzione su un principio fondamentale: la conservazione della biodiversità non si realizza soltanto attraverso progetti e dichiarazioni, ma anche mediante interventi concreti, continui e condivisi.
La cura delle aree lontane dai centri abitati, con il recupero e la piantumazione di alberi da frutto, punta infatti a rendere disponibili risorse alimentari naturali per l’orso e per le altre specie presenti nell’area. Un contributo alla qualità degli habitat e alla salvaguardia di un patrimonio naturalistico che rappresenta uno dei valori più importanti dell’Appennino centrale.
«Una comunità a misura d’orso» comincia dai piccoli gesti
Il messaggio dei promotori va oltre la singola giornata di lavoro e racchiude una visione di comunità nella quale la tutela della natura diventa responsabilità condivisa.
«Una comunità a misura d’orso significa anche questo: dedicare una giornata del proprio tempo all’ambiente, lavorare insieme e costruire un futuro in cui uomo e natura possano convivere», sottolineano gli organizzatori.
Parole che restituiscono il senso più autentico dell’appuntamento: non considerare la montagna soltanto come uno scenario da ammirare, ma come un ambiente vivo, da conoscere, rispettare e proteggere con azioni quotidiane.
E allora, per una mattina, si può lasciare da parte la frenesia di tutti i giorni, indossare abiti da lavoro e riscoprire il piacere di fare qualcosa di utile insieme agli altri. L’appello dei promotori è semplice e diretto: «Per un giorno, lascia la frenesia quotidiana e vieni a vivere una giornata da contadino! Porta con te la voglia di stare all’aria aperta, di rimboccarti le maniche e di fare qualcosa di concreto per il territorio».
Sabato 31 ottobre, nella Valle del Giovenco, un melo potrà diventare molto più di un albero: il simbolo di un impegno collettivo, di una montagna che vuole custodire la propria ricchezza naturale e di una comunità consapevole che il futuro della fauna selvatica passa anche dalle scelte delle persone.




