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La storia della chiesa di Santa Sabina in San Benedetto dei Marsi

Redazione Attualità di Redazione Attualità
9 Giugno 2014
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San Benedetto dei Marsi. Dove ora sorge San Benedetto dei Marsi vi era nell’antichità un importante centro del popolo marso, Marruvium, che durante l’impero romano divenne un florido municipio. In seguito la città compare col nome di “Civitas Marsorum” e nel Medioevo era conosciuta come “Civitas Marsicana”. A San Benedetto dei Marsi, tra i tanti resti del passato, possiamo ammirare l’antica facciata di una chiesa, fatta di pietre, con un bel portale, ma al di là di quel portale ora non c’è nulla. La facciata è l’unico elemento rimasto dell’antica chiesa di Santa Sabina, che fu la prima cattedrale della Diocesi dei Marsi. Infatti San Benedetto dei Marsi era nel Medioevo sede vescovile. La sede vescovile fu poi trasferita da San Benedetto dei Marsi a Pescina nel 1580 e successivamente da Pescina ad Avezzano, dopo il terremoto del 1915. La storia di Santa Sabina inizia prima dell’anno 1000, dato che il primo documento che ci attesta l’esistenza di questa chiesa è un diploma di Ottone I risalente al 964. La chiesa sorse probabilmente nel corso del IX secolo. Vicino vi era il palazzo episcopale, ma solo nel 1057, dopo vari conflitti fra i Conti dei Marsi, Santa Sabina divenne sede definitiva della diocesi dei Marsi, come stabilito dalla bolla papale di Stefano IX. Il periodo di massimo splendore della chiesa fu segnato, fra il 1100 e il 1130, santa sabinadall’attiva presenza del vescovo Berardo. Nel 1222 la chiesa e il palazzo episcopale furono saccheggiati durante i conflitti di Federico II, successivamente vennero ricostruiti e nel 1287 la chiesa restaurata ricevette la visita del papa Onorio IV. Nel XIV secolo iniziò un lento abbandono di Santa Sabina a favore della vicina Pescina. Nel 1580 la sede vescovile venne trasferita a Pescina e nel 1631 ci fu anche la traslazione definitiva delle spoglie di san Berardo nella nuova cattedrale pescinese di Santa Maria delle Grazie, eretta già nel 1596. Nel Settecento, la chiesa di Santa Sabina fu sottoposta a un continuo saccheggio per il prelievo di materiali e nel secolo successivo era ridotta a un quinto della sua primitiva grandezza. Così descriveva infatti la chiesa il vescovo Federigo di Giacomo, nella sua relazione “ad limina” del 1874: ” La chiesa di S. Sabina, ridotta alla quinta parte della sua primitiva grandezza, fu spogliata del campanile e delle campane, e fu privata di tutto il resto sia per la nuova costruzione della chiesa di S. Berardo, sia per una migliore sistemazione della nuova cattedrale di S. Maria delle Grazie. Conserva, tuttavia, ancora qualche traccia del suo originario splendore, …… ma,…… dilapidata giorno per giorno dalla sacrilega avidità della gente, oggi fa quasi pena “. Dopo il terremoto del 1915 rimase in piedi la sola facciata, ma ancora oggi è molto interessante ammirare l’antico portale duecentesco di stile romanico-gotico. Ricordiamo anche che a poca distanza dalla chiesa di Santa Sabina vi era un’altra chiesa, annessa al monastero denominato S. Benedicti in Civitate Marsicana, edificato nel IX secolo. Da questo viene il nome attuale dell’abitato, anche se del monastero non vi è più traccia. Per le notizie su Santa Sabina e su San Benedetto dei Marsi si rimanda agli scritti del Prof. Giuseppe Grossi. Matteo Biancone

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