Avezzano. Botta e risposta tra la coalizione Di Pangrazio e la coalizione Cesareo in vista delle elezioni del 24 e 25 maggio prossimo. Dopo l’accusa della squadra dell’ex questore di calo di consensi per la compagine guidata dal sindaco in carica Gianni Di Pangrazio, l’assessore Pierluigi Di Stefano e il consigliere Gianluca Presutti hanno risposto prendendo una posizione in merito alle dichiarazioni rilasciate.
“Cesareo cresce, il centrodestra cresce, ripetuto una, due, tre volte”, hanno spiegato i due amministratori, “è il classico meccanismo psicologico della ripetizione autosuggestiva: se continui a dire una cosa abbastanza a lungo, magari finisci per crederci davvero.
Solo che se ti ripeti tre volte che il muro (quello dell’opinion pubblica) non c’è, non è che fa meno male, quando ti schianti.
Perché la realtà, purtroppo per loro, è che il Castello Orsini era pieno di entusiasmo vero. E si vedeva. Si percepiva. Altro che “240 candidati e basta”. È la tipica reazione di chi, davanti a un evento riuscito dell’avversario, tenta disperatamente di sminuirlo perché sa che quell’immagine rischia di fare male. Molto male.
Del resto, è difficile parlare di “coalizione compatta” quando due liste su quattro sono già in fibrillazione permanente e sono state assemblate all’ultimo minuto come mobili senza istruzioni e il candidato appare sempre più come uno che sta lentamente realizzando la portata della “sòla” politica che gli è stata confezionata attorno.
E allora parte il riflesso condizionato: negare l’evidenza. Ridimensionare. Minimizzare. Autoconvincersi”.
Per Di Stefano e Presutti “in psicologia esiste persino una definizione elegante per questi casi: dissonanza cognitiva. Succede quando la realtà è troppo distante da ciò che si vorrebbe credere, e allora la mente costruisce una versione alternativa più rassicurante. Tradotto in politica locale: “loro erano tanti, ma in realtà non erano tanti”. Una scena quasi tenera, se non fosse che nel frattempo cercano pure di impartire lezioni di credibilità agli altri. Comunque, ognuno è libero di decidere che il muro non c’è”.




