L’Aquila. Continua a far discutere la gestione del bando da 3,8 milioni di euro destinato ai progetti per l’invecchiamento attivo in Abruzzo.
ll consigliere regionale del Partito Democratico, Antonio Blasioli, critica duramente le modalità di gestione del bando da 3,8 milioni di euro destinato ai progetti per l’invecchiamento attivo in Abruzzo. Secondo l’esponente del PD, la graduatoria non premia la qualità delle proposte, bensì la velocità di invio della domanda online (click-day).
Come dichiarato su Il Centro, Blasioli sottolinea infatti come su 174 domande presentate — tutte valutate come idonee —, soltanto 82 hanno ottenuto il finanziamento, lasciando escluse 92 realtà. Nello specifico: circa il 36% dei progetti non finanziati (35,9%, con un picco del 50% in provincia di Chieti) ha ottenuto un punteggio di merito superiore rispetto a quelli ammessi al contributo, ma è rimasto fuori per via dell’ordine cronologico di presentazione. Il 41,5% dei progetti finanziati a livello regionale (dato che sale al 52,6% nella sola provincia dell’Aquila) sarebbe stato escluso se la graduatoria fosse stata stilata esclusivamente sul merito.
Blasioli sottolinea come questo sistema finisca per penalizzare il terzo settore e le associazioni che strutturano progetti più complessi e articolati. Per questo motivo ha depositato una risoluzione che impegna la giunta Marsilio a non utilizzare il criterio dell’ordine cronologico nei prossimi bandi.
Alla denuncia del consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli — che ha evidenziato come l’ordine cronologico di presentazione (click-day) abbia penalizzato progetti con punteggi di merito elevati, premiandone altri con valutazioni inferiori — si affianca una riflessione più ampia che proviene dal mondo dell’associazionismo e del Terzo Settore.
Se da un lato la risoluzione depositata da Blasioli chiede di eliminare il criterio della velocità di invio nei prossimi avvisi pubblici, dall’altro l’ARCI Abruzzo sottolinea come il vero problema non sia soltanto la graduatoria, ma l’impostazione stessa del rapporto tra la Regione e il Terzo Settore, ancora troppo ancorato alla logica della gara o del “bonus”.
Il no al click-day raccoglie un consenso diffuso nel mondo del sociale, che chiede però alla Giunta regionale un cambio di passo più profondo. Richiamando le posizioni dell’Arci nazionale e la sentenza n. 131/2020 della Corte Costituzionale, le realtà del territorio ricordano come il Codice del Terzo Settore (artt. 55 e ss.) indichi la co-programmazione e la co-progettazione non come strumenti opzionali, ma come il modello strutturale di riferimento in alternativa alla logica della competizione.
A dimostrare che un’altra strada è possibile sono i dati: un’analisi comparata sulla gestione dello stesso fondo nazionale (artt. 72-73 del Codice) in altre otto Regioni — Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia e Piemonte — evidenzia come in nessuna di esse l’ordine di arrivo determini l’assegnazione delle risorse. Il Piemonte, ad esempio, specifica negli atti ufficiali che non si tratta di uno “sportello automatico” ma di una procedura comparativa di merito, mentre la Regione Campania premia in modo strategico la qualità dei partenariati e la capacità di fare rete sul territorio.
“Chi obietta che “così funzionano tutti i bandi” ha i dati contro- dichiara ARCI- In Abruzzo, evidentemente, si è scelta un’altra strada autonoma e solitaria — senza che nessuno spiegasse perché”.
La proposta che emerge dal territorio non si limita dunque alla sola correzione del bando sull’invecchiamento attivo, ma chiede un cambio di rotta generale per i prossimi interventi nel sociale:
“Sosteniamo la risoluzione del consigliere Blasioli e chiediamo alla Giunta regionale di approvarla senza indugi. Ma chiediamo anche qualcosa in più: che i prossimi avvisi per il Terzo Settore valorizzino esperienza, struttura organizzativa e ampiezza reale dei partenariati come criteri autonomi di valutazione — non sub-criteri residuali — e che la Regione avvii un confronto strutturale con le reti del Terzo Settore abruzzese sul superamento, non solo la correzione, della logica del bando competitivo” afferma l’ARCI.
“I fondi per il sociale – concludono . non sono un incentivo a chi digita più in fretta. Sono una responsabilità pubblica verso chi, sui territori, lavora ogni giorno per chi ha più bisogno”.




