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In giro nonostante i domiciliari perché con la casa in condizioni di degrado, assolto 32enne

Giulia Antenucci di Giulia Antenucci
28 Dicembre 2020
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Avezzano. In giro nonostante i domiciliari. Uno straniero di 32 anni era stato condannato per evasione dal tribunale di Avezzano, con la pena di un anno di reclusione, ma in appello è stato assolto. Questo perché aveva dichiarato di non essere in casa a causa delle condizioni di degrado in cui si trovava il suo appartamento. La sentenza, destinata a far discutere, è stata emessa dalla Corte d’appello dell’Aquila che ha di fatto anche ribaltato completamente  la sentenza di primo grado, accogliendo l’impugnazione e scagionando l’imputato perché il fatto non è punibile.

Per tale motivo, Y.S.,  difeso dagli avvocati Pasquale e Luca Motta, è stato assolto. Nel corso delle udienze davanti alla corte d’Appello è emerso, infatti, come l’appartamento indicato per scontare la misura cautelare, che si trova di fronte alla chiesa Santissima Trinità, in via Garibaldi, ad Avezzano,  fosse  assolutamente non idoneo a essere abitato poiché si trovava in condizioni di assoluta fatiscenza. Oltre a questo, l’appartamento era diventato, con il passare del tempo, anche a rischio, con un grado elevato di pericolosità. Infatti la casa era priva di infissi e porte.

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Era stato riscontrato anche la copertura pericolante. A riprova di tutto ciò, inoltre, il fatto che poco tempo dopo i fatti avvenuti, la casa era stata demolita. L’imputato, quindi, secondo la tesi difensiva, era nella impossibilità di rimanere all’interno dell’abitazione perché costituiva un gravissimo pericolo e una minaccia per la sua incolumità fisica. Oltretutto, sempre secondo la tesi della difesa, accolta dalla corte, il giovane si era allontanato di poco dall’abitazione. Nel momento in cui era stato trovato in giro si trovava a poche centinaia di metri dall’immobile ed era uscito giusto il tempo necessario per procurarsi da mangiare. Inoltre, quando le forze dell’ordine intervenute lo hanno fermato,  non ha opposto alcune resistenza o violenza, ma si è consegnato immediatamente, comunicando le ragioni alla base della sua decisione. Per questi motivi, i giudici di secondo grado hanno accettato la tesi che il suo comportamento  non era da punire e, con una sentenza che costituisce un nuovo e importante precedente giurisprudenziale,  lo hanno assolto da ogni responsabilità.

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