Riflettori accesi sulle eccellenze enologiche abruzzesi durante la terza giornata del Vinitaly. Il Ministro delle Infrastrutture e vicepremier, Matteo Salvini, accompagnato dal Sottosegretario al Masaf, Luigi D’Eramo, ha fatto tappa presso il Padiglione Abruzzo per incontrare i produttori e testimoniare la vicinanza del Governo a un comparto sempre più strategico per l’economia nazionale.
Ad accogliere la delegazione governativa sono stati il Presidente del Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi, e il Vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente. Durante la visita, Salvini ha avuto modo di apprezzare la qualità e la varietà delle etichette regionali, sottolineando il valore di un settore che sa coniugare innovazione e identità territoriale.
Il valore del “buon vivere” abruzzese
Il sottosegretario Luigi D’Eramo ha espresso grande soddisfazione per la dinamicità mostrata dalle aziende locali, ribadendo l’impegno istituzionale nella difesa del prodotto italiano:
“A Vinitaly, fra i padiglioni delle nostre regioni, vive il racconto del buon vino e del buon vivere, di chi in ogni calice riesce a racchiudere tradizione, storia e amore per la propria terra. Insieme al vicepremier Matteo Salvini abbiamo incontrato tanti produttori che con il loro lavoro e passione hanno reso l’Italia leader mondiale del settore vitivinicolo e che, nonostante le difficoltà, sono capaci di guardare sempre avanti”.
Difesa del comparto e proiezione futura
L’incontro è stato anche l’occasione per ribadire la linea di fermezza del Ministero dell’Agricoltura contro i tentativi di penalizzare il settore a livello internazionale. D’Eramo ha concluso rimarcando la necessità di proteggere un asset fondamentale della nostra cultura:
“Continuiamo in modo concreto a sostenere un comparto d’eccellenza e a difendere dagli attacchi uno dei migliori simboli della qualità Made in Italy!”.
Il clima di grande entusiasmo respirato tra gli stand conferma la capacità dell’Abruzzo di attrarre l’attenzione delle massime cariche dello Stato, consolidando il ruolo del vino regionale come ambasciatore di un modello di sviluppo basato sulla qualità assoluta e sulla resilienza delle imprese agricole.






