Sante Marie. Una giornata di fede, emozione e vicinanza pastorale ha vissuto ieri la piccola comunità di Tubione, borgo del comune di Sante Marie e uno dei centri più piccoli della diocesi dei Marsi. Un luogo raccolto, quasi sospeso nel tempo, composto da poche abitazioni e da un’unica strada che conduce alla chiesa dedicata a San Pietro Apostolo, ma capace di custodire una grande ricchezza umana e spirituale.
Proprio qui il vescovo dei Marsi, monsignor Giovanni Massaro, ha voluto realizzare un desiderio che portava nel cuore da tempo: incontrare personalmente gli abitanti di Tubione e celebrare con loro la Santa Messa. Una visita attesa con grande partecipazione e vissuta dalla comunità come un evento storico. Gli abitanti più anziani del borgo, infatti, non ricordavano più da quanti anni un vescovo fosse tornato tra quelle case: forse quattro decenni, forse addirittura mezzo secolo.
Ad accogliere il presule davanti alla piccola chiesa c’erano i fedeli del paese, che hanno manifestato tutta la loro gioia e commozione. Prima della celebrazione monsignor Massaro ha voluto salutare personalmente ogni persona presente, stringendo mani, ascoltando racconti e fermandosi in un dialogo semplice e familiare, segno di una presenza pastorale vicina alla vita concreta delle persone.
La celebrazione eucaristica ha rappresentato anche un momento di ricordo e preghiera per don Paolo Tornambè, ultimo parroco della comunità di Tubione, scomparso pochi giorni prima. La comunità ha affidato al Signore la sua anima, ricordando con affetto il sacerdote che per anni ha accompagnato il cammino spirituale del piccolo borgo.
Durante l’omelia il Vescovo Giovanni ha lasciato ai presenti un messaggio forte e pieno di speranza: “Per Dio non esistono luoghi piccoli, ma figli amati. Dio guarda il cuore e non i numeri”. Parole che hanno trovato proprio a Tubione una testimonianza concreta: una comunità numericamente ridotta, ma viva nella fede e preziosa agli occhi della Chiesa.
Commentando la Lettera di san Paolo ai Romani, monsignor Massaro ha ricordato la promessa contenuta nelle parole “Tutto concorre al bene per quelli che amano Dio”. Un’espressione che, ha spiegato, non significa che ogni avvenimento della vita sia positivo, ma che Dio sa trasformare anche le difficoltà e le prove in occasioni di grazia e di salvezza.
Il Vescovo ha poi richiamato il valore del progetto diocesano “Comunità di parrocchie”, pensato per sostenere anche i centri più piccoli attraverso la collaborazione tra realtà vicine. “Mettersi insieme – ha sottolineato – non significa perdere la propria identità”. Al contrario, ogni borgo deve custodire la propria storia, le proprie tradizioni e la propria memoria, perché rappresentano un patrimonio prezioso da tramandare alle nuove generazioni.
Riflettendo sulle parabole del Vangelo proclamato durante la celebrazione, il presule ha indicato in Cristo il vero tesoro della vita. “Vale davvero la pena fondare la propria esistenza su di Lui – ha affermato – perché più il Vangelo entra nella nostra vita, più diventiamo persone felici”.
Al termine della Santa Messa il Vescovo si è trattenuto ancora con gli abitanti di Tubione, ascoltando le loro storie, le loro speranze e le difficoltà quotidiane di chi vive in una piccola comunità montana. Un incontro caratterizzato dalla semplicità e dalla familiarità, che ha rafforzato il legame tra il pastore della diocesi e i suoi fedeli.
Prima di lasciare il borgo, monsignor Massaro ha dato appuntamento alla comunità per il prossimo 15 agosto, quando sarà a Scanzano, altro piccolo centro della zona, per celebrare la solennità di Maria Santissima Assunta in Cielo.
Il saluto finale dei fedeli racchiude il significato più profondo della giornata: “Grazie per le sue parole e per il suo sorriso”. Un ringraziamento che racconta la gioia di una comunità piccola nelle dimensioni, ma grande nella fede, che dopo tanti anni ha potuto riabbracciare il proprio Vescovo e sentirsi nuovamente al centro dell’attenzione e della cura della Chiesa.




