San Benedetto dei Marsi. Si è svolta lo scorso 17 settembre, nella cornice della Caserma “Amico” di Caserta, sede storica del 21° Reggimento Genio Guastatori, la cerimonia di avvicendamento al comando tra il Colonnello Romano Ventura e il parigrado Emanuele Amicarella.
Originario di San Benedetto dei Marsi, il Colonnello dell’Esercito Romano Ventura lascia la guida del reggimento dopo oltre due anni di intenso lavoro, pronto ad accogliere un nuovo e prestigioso incarico presso lo “Stato Maggiore dell’Esercito”. Al timone dei Guastatori della brigata “Garibaldi” subentra ora il Colonnello Emanuele Amicarella.
Nel corso del suo mandato, accanto al costante impiego operativo sul territorio, il Colonnello Ventura ha impresso un forte slancio all’innovazione, dedicando particolare attenzione alla sperimentazione di nuove procedure addestrative. Tra i risultati di maggior rilievo spiccano la realizzazione di sistemi di trincee coperte e l’avvio di studi specifici sull’impiego dei droni a supporto delle attività del genio.
Momento centrale della giornata è stato il discorso di commiato del Colonnello Ventura, che ha voluto tracciare il bilancio di questi anni con parole di grande ispirazione per i suoi uomini: «Chi non vuol fare, chi si risparmia alla fatica e chi non ha il coraggio di osare, cerca sempre una scusa; chi vuole davvero qualcosa, invece, trova sempre una soluzione. E questo Reggimento, ispirato dal motto “TUTTO OSARE”, non ha mai perso tempo a cercare giustificazioni, ma ha sfruttato ogni istante per trovare la strada da percorre, la soluzione da mettere in atto, anche quando tutto sembrava impossibile».
La cerimonia ha visto anche l’intervento del Generale di Brigata Ferrara, il quale ha voluto esprimere il proprio ringraziamento al Colonnello Ventura per l’eccellente lavoro svolto alla guida del Reggimento, formulandogli i migliori auspici per il nuovo e prestigioso incarico. Al contempo, il Generale ha rivolto al Colonnello Amicarella un augurio di buon lavoro per la nuova sfida alla guida dei Guastatori della “Garibaldi”.




