Avezzano. Due giornate di confronto ad alto contenuto scientifico per ridisegnare approcci e tempistiche nella gestione dell’ictus, con uno sguardo concreto alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale. È questo il perimetro operativo del congresso “Treatment Team”, in programma il 31 marzo (dalle 14.30) e il 1° aprile (dalle ore 9) al Centro Congressi Noesis.
L’iniziativa, giunta alla sesta edizione, coinvolgerà oltre 150 specialisti e tutte le Stroke Unit regionali, con l’obiettivo di rafforzare un modello basato su integrazione, rapidità d’intervento e continuità assistenziale lungo tutto il percorso del paziente.
L’ictus rappresenta ancora oggi una delle principali emergenze sanitarie, ma anche uno dei settori in cui l’innovazione ha inciso maggiormente negli ultimi anni, dalla diffusione delle Stroke Unit alle terapie di rivascolarizzazione, fino all’impiego crescente dell’intelligenza artificiale. La sfida attuale non è soltanto migliorare le cure, ma renderle più tempestive, coordinate ed efficaci anche nella fase post-acuta.
Il congresso, promosso dalla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila diretta da Paolo Costanzi e dal Dipartimento Medico guidato da Alessandro Grimaldi, sarà coordinato dai responsabili scientifici Berardino Orlandi, Federica De Santis ed Enrico Colangeli, medici della Neurologia e Stroke Unit di Avezzano diretta dalla professoressa Simona Sacco, presidente della European Stroke Organisation, elemento che rafforza il respiro internazionale dell’evento.
Coinvolti attivamente anche i medici in formazione della Scuola di Specializzazione in Neurologia dell’Università dell’Aquila, a testimonianza di un investimento strategico sulle competenze e sulle nuove generazioni.
Il congresso affronta tutte le fasi della gestione dell’ictus, dalla fase iperacuta, in cui ogni minuto è determinante, fino alla riabilitazione e al recupero, integrando innovazione tecnologica e organizzazione delle reti assistenziali.
“L’iniziativa riflette l’impegno delle Stroke Unit e della Asl non solo nella cura, ma anche nella formazione e nello sviluppo delle competenze”, afferma Simona Sacco, “con particolare attenzione alle nuove generazioni di neurologi”, prosegue.
“Treatment Team 2026 si conferma così uno spazio di confronto concreto tra esperienza clinica, ricerca e formazione, orientato a migliorare la qualità delle cure e il futuro della gestione dell’ictus”, conclude.




