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Guerra per la presidenza del Parco nazionale: intellettuali contro amministratori

Redazione Attualità di Redazione Attualità
24 Gennaio 2014
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Lecce nei Marsi. La poltrona da presidente del Parco nazionale d’Abruzzo contesa tra “intellettuali” e amministratori. Dopo anni di commissariamento il polmone verde d’Italia ancora non riesce ad avere una guida che possa rilanciarlo e farlo sviluppare. Dopo la nomina del ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, di Antonio Carrara, che ha ricevuto tra l’altro l’ok anche delle tre Regioni ricadenti nell’area, si pensava che tutto fosse risolto. E invece un gruppo di personalità,  dal Vicepresidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena,  Accademici dei Lincei come Pietro Rescigno e Sandro Pignatti, personaggi importanti della cultura, come Dacia Maraini, dell’urbanistica come Vezio De Lucia, Roberto Gambino, Edoardo Salzano, dell’Università come Vincenzo Cerulli Irelli, Piero Craveri, Nando Dalla Chiesa, Sandro Lovari, dell’ambientalismo come Gianluigi Ceruti, Grazia Francescato, Giorgio Nebbia, Fulco Pratesi, Massimo Serafini, del giornalismo come Vittorio Emiliani, hanno scritto al ministro chiedendo che tutto venga rimesso in discussione e indicando Giuseppe Rossi, già Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e della Laga nonché Presidente di questo Parco nello scorso quinquennio, e Carlo Alberto Graziani, professore universitario, autore di numerose pubblicazioni giuridiche sulle aree protette e Presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini nei suoi primi dieci anni, come guide dell’area. “Il Parco Camosci liberati nel parco Sirente Velino Camoscio (3)Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – voluto da  Benedetto Croce, fondato da Erminio Sipari oltre 90 anni fa, presieduto e diretto negli ultimi decenni da personalità come  Francesco Saltarelli, Franco Tassi,  Michele Cifarelli, Fulco Pratesi – gode per la sua storia, le sue bellezze e le sue realizzazioni di un altissimo prestigio internazionale”, si legge nella nota inviata al ministro Orlando, “siamo perciò fortemente preoccupati per le modalità con le quali si sta procedendo alla nomina del nuovo Presidente che sembrano dettate non dal superiore interesse della conservazione della natura e della vera valorizzazione del territorio, ma da mere esigenze partitiche e correntizie. Sottolineiamo la necessità che il Presidente sia una personalità di  rilievo nazionale in grado di continuare quella grande tradizione e possieda l’esperienza e le conoscenze necessarie per affrontare i gravi problemi che oggi si pongono in particolare a questo Parco, il quale deve essere messo in grado di continuare a svolgere un ruolo strategico per il sistema delle aree naturali protette italiane e di conservare la fama che ha conquistato in tutto il mondo. Poiché riteniamo importante che il Presidente possa essere anche espressione del territorio segnaliamo che proprio dal territorio di questo Parco sono emerse in questi anni due personalità che, più di ogni altra, possiedono le caratteristiche adeguate a ricoprire la funzione presidenziale: chiediamo allora a Lei, Ministro, di riconsiderare la Sua scelta che entra in forte contraddizione con l’impostazione di alto livello che ha voluto dare alla Sua gestione ministeriale e che rischia di costituire un elemento di frattura con tutti coloro che considerano i parchi come luoghi di rilevanza internazionale, scrigni di grandi valori, veri e propri beni comuni destinati alle future generazioni”. La risposta degli amministratori che vivono il parco e il suo territorio non si è fatta attendere. In una nota Augusto Barile, membro della comunità del parco, in rappresentanza del Comune di Lecce dei Marsi, e del consiglio direttivo del Parco, ha detto la sua ribadendo la necessità di una guida per l’area. “Il documento citato nella lettera rivolta al ministro chiedeva  un coinvolgimento nella scelta del presidente”, ha spiegato Barile, “indicando tra i requisiti il legame con il territorio. Antonio Carrara è un cittadino e amministratore pubblico abruzzese che vive ed opera  da sempre  nell’Abruzzo interno. Nella sua qualità di presidente della comunità montana Peligna, che si radica sul territorio di ben due parchi nazionali,ovvero Majella e PNALM, è membro addirittura di due comunità del parco. Il  confronto richiesto al Ministro è stato fatto nella consapevolezza e nelle rispetto delle prerogative che la legge 394/91 affida alMinistro stesso nominare il presidente di un parco d’intesa con i presidenti delle regioni. Il ministro Orlando ha indicato Antonio Carrara alla guida del PNALM ed ha ottenuto le intese dei presidenti delle regioni Abruzzo,Lazio e Molise, avendo valutato sicuramente le posizioni e le richieste della Comunità del Parco, tra le quali l’urgenza di avere tutti organi dell’Ente e  la necessità di assicurare al PNALM l’attenzione nazionale di cui ha bisogno. Nel condividere con gli altri membri della comunità e con tutti coloro che si sono espressi  nella direzione di  nominare con urgenza gli organi del Parco, che da troppo tempo è commissariato,ritengo però necessario evitare  che le posizioni della comunità del Parco vengano oggettivamente strumentalizzate contro l’indicazione di Antonio Carrara da quanti legittimamente avanzano altre proposte. Il nuovo presidente e il nuovo consiglio direttivo, che mi auguro saranno nominati a breve sono attesi da sfide importanti, quali l’approvazione del piano del parco, l’istituzione delle aree contigue,l’approvazione del piano di sviluppo socio economico, il mantenimento del diploma europeo e ultimo ma non per ordine di importanza, la tutela e salvaguardia dell’orso bruno marsicano”.

 

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