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Ex lavoratori Santa Croce scrivono a Lazio e Fiorentina: sospendete la pubblicità del marchio negli stadi

Redazione Attualità di Redazione Attualità
14 Ottobre 2017
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Canistro. Sponsor della Santa Croce a Lazio e Fiorentina, gli ex lavoratori scrivono ai presidenti e gli chiedono di sospenderer la pubblicità del marchio negli stadi finché non ci vengono riconosciuti i nostri diritti. A un anno dai licenziamenti dei 76 operai dall’azienda guidata dal imprenditore molisano Camillo Colella è tutto ancora fermo. I lavoratori devono percepire il trattamento di fine rapporto, alcune mensilità e le ferie non godute. Per questo la scorsa settimana, con una lettera aperta, hanno fatto appello alle istituzioni chiedendo di intervenire per fare in modo che l’imprenditore molisano dia a ognuno di loro quello che gli spetta. In media ciascun lavoratore deve avere 35mila euro, ma il loro titolare non glieli vuole dare. Le parole degli ex dipendenti hanno mandato su tutte le furie Colella che li ha attaccati dicendogli di rivolgersi al sindaco, Angelo di Paolo, e al vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, a detta sua unici responsabili di questa situazione.

I 76 operai però non si sono fatti intimorire e hanno scritto direttamente a Diego Della Valle e Claudio Lotito rispettivamente presidenti delle squadre di calcio della Fiorentina e della Lazio sponsorizzate proprio dalla Santa Croce. “A un anno dal nostro licenziamento siamo ancora qui ad aspettare che ci vengano riconosciuti i nostri diritti: trattamento di fine rapporto, ferie non godute e stipendi non pagati”, hanno scritto nella lettera indirizzata a Della Valle e Lotito, “sono giorni che ci chiediamo ma voi presidenti conoscete la nostra situazione
visto che siete degli imprenditori e date lavoro a tante famiglie. Noi stiamo scontando una pena quotidiana fatta di bollette che si accumulano, di pagamenti che vengono accantonati, di soldi necessari per i libri dei nostri figli. Vi chiediamo che la pubblicità all’interno dello stadio venga sospesa finché non vengano riconosciuti i nostri diritti, sarebbe un grande atto di solidarietà nei nostri confronti ormai ex lavoratori”.

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