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Gestione rifiuti, il monito di Di Carlo: rischiamo di spalmare inefficienze e debiti sulla Tari dei cittadini

Redazione Attualità di Redazione Attualità
5 Luglio 2026
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Avezzano. “La strategia dell’Agir è chiara: prendere tre società pubbliche della provincia dell’Aquila — ASM L’Aquila, Cogesa di Sulmona e Segen — e unirle in un unico destino, senza considerare che i punti di partenza sono radicalmente opposti”. Con queste parole, Umberto Di Carlo, Presidente di Tekneko, punta il dito contro l’ipotesi di fusione delle società pubbliche provinciali, un tema tornato al centro del dibattito dopo il recente incontro tra i Comuni della Marsica e i vertici dell’Autorità di Gestione Integrata dei Rifiuti (AGIR).

L’operazione in discussione prevede la creazione di un unico soggetto gestore attraverso la fusione di ASM, Cogesa e Segen. Una manovra che, secondo Di Carlo, nasconde insidie profonde per le tasche dei contribuenti. “Il problema è che le tre realtà hanno storie gestionali inconciliabili”, ha spiegato il Presidente, “Cogesa è di fatto fallita, ASM è gravata da profonde inefficienze strutturali, costi per abitante quasi doppi rispetto a quelli della Marsica e un pesante buco di bilancio, mentre Segen rappresenta una gestione virtuosa, pur essendo un’azienda molto piccola”.

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Il timore espresso dal Presidente di Tekneko è che, invece di intervenire con piani di rilancio industriali, si scelga la strada più semplice. “Con questa operazione”, ha proseguito, “i debiti e le inefficienze strutturali delle due aziende pubbliche in crisi non vengono risanati, ma semplicemente spalmati su tutti i cittadini della provincia dell’Aquila, seguendo il principio dei vasi comunicanti. Il risultato finale per l’utente? Un inevitabile e significativo aumento della Tari.

Proprio in contrapposizione a questo scenario, i rappresentanti dei Comuni marsicani hanno chiesto, durante il confronto tenutosi ad Avezzano, di valutare scenari alternativi, tra cui l’istituzione di un sub-ambito marsicano. Una richiesta che trova fondamento in quindici anni di gestione virtuosa, basata su gare a evidenza pubblica e percentuali di differenziata stabilmente sopra il 75%.

“A nulla sembrano valere quindici anni di gestione virtuosa nella Marsica”, ha concluso amaramente Di Carlo, “siamo di fronte a un paradosso tutto abruzzese: invece di esportare il modello efficiente della Marsica nel resto della provincia, si preferisce livellare la gestione verso il basso, scaricando i costi della mala gestione pubblica direttamente sulle tasche dei contribuenti”.

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