Forme di Massa D’Albe. Si è conclusa la sesta edizione del Garofano Rosso Film Festival, la rassegna gratuita ad alto valore educativo e culturale che dall’1 al 6 settembre ha trasformato il borgo di Forme di Massa d’Albe, nella Marsica, in un vivace luogo di incontro e confronto sul tema della marginalità. Fondato da Paolo Santamaria e diretto artisticamente da Valentina Traini, il festival ha proposto 52 opere suddivise in otto sezioni, coniugando il linguaggio cinematografico con l’identità del territorio.
Tra i momenti culminanti della rassegna vi è stata l’assegnazione dei riconoscimenti ufficiali. Il Premio Giovanni Oppedisano per il Miglior Documentario è andato al regista Rosario Minervini per Tirrenica, opera incentrata sulla storia dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria come simbolo delle contraddizioni e delle fragilità infrastrutturali italiane. Il Premio Stefano Landini per le Migliori Musiche Originali è stato invece attribuito a Matteo Memè per il cortometraggio Tempi supplementari, incentrato sul delicato legame e sul recupero del tempo perduto tra un padre malato e suo figlio.
La manifestazione ha visto una grande partecipazione di autori e interpreti. Nella sezione Supernovae, riservata ai talenti emergenti in collaborazione con Red Couch Pictures, sono stati presentati i lavori dei registi Adriano Gardumi, Luca Di Sessa, Damiano Lepri, Jacopo Dragonetti, Luca Grimaldi, Valerio Pisano e Tony Petroff per Povero Aldo; Luca Taiuti per Greendr; Gian Marco Russo ed Epicuro Carmine Perrucci per No Mas; Mattia Romagnoli e Valerio Pancotti per Il canto del pesce ragno; Mattia Cirilli, Elisa Ferramosca e Marco Santangelo per Couple Slay(er). Proprio per quest’ultima opera l’ultima serata è stata impreziosita dalla presenza dell’attore e comico Gabriele Cirilli, intervenuto in veste di produttore esecutivo.
Nelle altre sezioni della rassegna hanno trovato spazio le opere di Federico Sardie, Michele Modugno, Domenico Pizzulo e Matia Frignani per Afterword; Riccardo Charlie Marino e Gregorio Dozzini per Anteros; Marco Santoro per Dystopia; Edoardo Ulivelli per Wonderland; Matteo Memè per Lacci; Raffaele Patti e Roberto Ferraresi per Frontiers; Olga Sargenti, Marco Pinnavaia e Cecilia Rizzuto per Femme.
Accanto alle proiezioni, il Salotto culturale ha proposto momenti di approfondimento su tematiche di stretta attualità. Tra questi, l’incontro sulla rigenerazione territoriale con lo scrittore Peppe Millanta, la presentazione letteraria sui testi di John Fante con Alessio De Stefano e Sara Savina, il dibattito sulla tutela dei caregiver familiari con i referenti CONFAD e il focus sulla Death Education nei contesti educativi con l’autrice Maria Angela Gelati.
La poesia ha percorso le strade del paese grazie a La Via della Poesia di MaRio dal Mare, al progetto Equites Poiesisfirmato da Jacopo Di Lazzaro e Ashley Narducci, alla Cantina della Poesia con Eleonora Fisco e alle composizioni estemporanee del poeta Paolo Gatti. Le tradizionali Cinescursioni curate dall’associazione Leonart hanno invece condotto i partecipanti sulle pendici del Monte Velino, riscoprendo i set storici dei film La Bibbia di John Huston e Il deserto dei Tartari di Valerio Zurlini.
La rassegna si è chiusa ponendo le basi per il futuro grazie agli incontri di progettazione partecipata tenutisi in piazza Luigi Libertini con la cittadinanza, supportati dal contributo dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Blasetti, delle associazioni locali Pro Loco, I Grifoni, Quiss’elle Forme e Alpini, e dalle produzioni locali come la Bio Cantina Sociale Orsogna con la linea Vola Volè.



