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Francesco raccontato, interpretato e vissuto: il festival interroga la storia e il presente

Dal dialogo tra Francesco d’Assisi e don Primo Mazzolari all’ecologia integrale, fino al grande incontro con alcuni tra i più autorevoli studiosi del francescanesimo: tre giornate per riscoprire la forza storica, spirituale e civile del messaggio francescano

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
3 Settembre 2026
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Tagliacozzo.  Non un Francesco immobile nell’agiografia o addolcito dalla retorica, ma un uomo pienamente immerso nelle tensioni del proprio tempo. Il Festival “Francesco, Tommaso e gli altri”, in programma da oggi al 6 settembre nella Marsica, dedica un ampio spazio agli incontri di storia e di approfondimento. Tre appuntamenti compongono un percorso unitario che parte dalla radicalità evangelica di Francesco, attraversa le grandi questioni sociali e ambientali contemporanee e approda all’analisi delle fonti, delle interpretazioni e dell’eredità francescana nel territorio abruzzese.

 

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Promosso dalla Diocesi di Avezzano – Archivio Storico Diocesano dei Marsi insieme ai Comuni di Avezzano, Celano, Sante Marie e Tagliacozzo, il Festival si inserisce nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi.

Francesco e Mazzolari: la libertà radicale del Vangelo

Il percorso si apre oggi, giovedì 3 settembre, alle ore 17.30, nel Chiostro del Convento di San Francesco a Tagliacozzo, con l’incontro dedicato al volume “Primo Mazzolari. Francesco d’Assisi: un uomo libero”, pubblicato nel 2026 dalle Edizioni Dehoniane Bologna e curato da don Bruno Bignami e don Umberto Zanaboni.

Dopo i saluti istituzionali, interverranno S.E. Mons. Felice Accrocca, vescovo di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino e Foligno, tra i maggiori studiosi del francescanesimo e autore della prefazione, e don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale della CEI per i problemi sociali e il lavoro.

Mazzolari coltivò per tutta la vita un legame profondo con Francesco, al quale dedicò articoli, meditazioni, conferenze e prediche fin dagli anni del seminario. Nel Poverello riconobbe un modello di libertà evangelica, pace e fraternità cosmica, ma soprattutto un uomo capace di trasformare la Parola in vita concreta. Il volume mette così in dialogo due figure profetiche, lontane nel tempo ma unite dalla stessa radicalità: Francesco d’Assisi e il celebre “parroco di Bozzolo”, interpreti di un cristianesimo vissuto senza compromessi e senza addomesticamenti.

Dalle pagine del libro emerge un Francesco tutt’altro che edulcorato: un uomo libero perché capace di spogliarsi dei vincoli del potere, del possesso e del conformismo. Una figura che, a otto secoli dalla morte, continua a porre domande scomode e necessarie: quanto siamo davvero liberi? Quanto il Vangelo entra nelle nostre scelte? Quanto siamo disposti a rinunciare alle comodità del conformismo per costruire pace, giustizia e fraternità?

 

 

Curare la Casa comune: “tutto è intimamente connesso”

Il viaggio prosegue venerdì 4 settembre, alle ore 17.30, nella Sala conferenze Montessori del Salotto di Città “Nicola Irti” di Avezzano, con la tavola rotonda “Curare la Casa Comune”, realizzata in collaborazione con Archeoclub d’Italia – Sezione Marsica.

“Tutto è intimamente connesso”: è da questa consapevolezza, posta al centro dell’enciclica “Laudato si’” del 2015 e rilanciata dall’esortazione apostolica “Laudate Deum” del 2023, che prende avvio il confronto dedicato all’ecologia integrale.

Mario Lusi, giurista ambientale, dialogherà con Grazia Carla Francescato, figura storica del movimento ambientalista italiano, giornalista, scrittrice e già presidente del WWF Italia; Marco Fratoddi, giornalista scientifico e ambientale di “Sapereambiente”; e Pierluigi Magistri, professore associato di Geografia all’Università di Roma Tor Vergata, che al tema ha dedicato diversi studi. Sarà presente anche S.E. Mons. Giovanni Massaro, vescovo dei Marsi.

Per secoli un’interpretazione distorta del libro della Genesi ha alimentato l’idea di un essere umano titolare di un dominio assoluto sulla Terra. La natura, invece, è un dono affidato all’umanità, da “coltivare e custodire”, non una risorsa da saccheggiare senza misura – spiega Mario Lusi. “Non esistono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale”, ma un’unica e complessa crisi socio-ambientale. Il degrado degli ecosistemi, le disuguaglianze, la povertà, il consumismo e la fragilità delle istituzioni sono manifestazioni dello stesso squilibrio. Prendersi cura del pianeta significa perciò ascoltare contemporaneamente “il grido della terra e il grido dei poveri”, poiché le conseguenze della crisi climatica ricadono soprattutto sulle comunità più fragili.

Fede, scienza, diritto e società entreranno in dialogo per tradurre la cura della Casa comune in responsabilità concreta. Essere “custodi, non padroni” significa infatti ripensare l’economia, i modelli di sviluppo, le relazioni sociali e le scelte quotidiane. Perché il futuro non è una terra lontana: comincia dai comportamenti di ciascuno.

Il cuore degli incontri di storia: Francesco raccontato, interpretato, vissuto

Uno dei momenti centrali del percorso sarà sabato 5 settembre, alle ore 15.30, nella Sala Consiliare del Comune di Celano (precedentemente previsto all’Auditorium), con l’incontro “Francesco raccontato, interpretato, vissuto”.

Il titolo racchiude le tre prospettive attraverso le quali il Festival sceglie di avvicinarsi al francescanesimo: il racconto affidato alle fonti e ai primi biografi; le interpretazioni che, nel corso dei secoli, hanno costruito immagini diverse di Francesco; la vita concreta di uomini e donne che ne hanno accolto, trasformato e trasmesso l’eredità. Interverranno Maria Pia Alberzoni, già ordinaria di Storia medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Vice Presidente della Società Italiana per la Storia Medievale; Marco Bartoli, Professore di Storia medievale e di Storia del Francescanesimo presso l’Università LUMSA di Roma; Maria Grazia Del Fuoco, ricercatrice e docente di Storia Medievale e di storiografia medievale all’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara; Flavia De Rubeis (professore ordinario di Paleografia latina all’Università Ca’ Foscari di Venezia); Marco Espositi (ricercatore del Centro Studi Santa Rosa di Viterbo ETS); Grado Giovanni Merlo (professore emerito dell’Università degli Studi di Milano e Presidente onorario della Società Internazionale di Studi Francescani).

Al centro del confronto saranno le figure di Francesco e Chiara d’Assisi e di Tommaso da Celano, primo biografo del Santo; l’osservanza francescana, la complessità dell’esperienza francescana maschile e femminile; la formazione e la trasmissione della memoria; il rapporto tra storia, scrittura e rappresentazione; i segni della devozione lasciati nei luoghi e comunità del territorio abruzzese.

L’incontro intende superare ogni lettura semplificata. La storia francescana non è infatti un blocco immobile, ma un campo attraversato da voci differenti, tensioni, trasformazioni e interpretazioni. Ricostruirla significa tornare alle fonti, distinguere la documentazione dalla tradizione, comprendere come l’immagine di Francesco sia stata raccontata e rimodellata nel tempo. Una particolare attenzione sarà riservata a Tommaso da Celano, figura alla quale il Festival restituisce piena centralità. Primo narratore della vicenda umana e spirituale di Francesco, Tommaso non è soltanto il testimone di una vita straordinaria: attraverso la sua scrittura contribuisce a costruirne la memoria e a consegnarla alla storia. “Francesco raccontato, interpretato, vissuto” sarà quindi un incontro tra ricerca e divulgazione, aperto non soltanto agli studiosi, ma a tutti coloro che desiderano comprendere come nasce una memoria, come cambia nel tempo e perché continui a parlare al presente.

I tre appuntamenti delineano così un unico itinerario: dal Francesco libero e disarmato riconosciuto da Mazzolari, al Francesco della fraternità universale che ispira l’ecologia integrale, fino al Francesco ricostruito attraverso le fonti, le testimonianze e i segni lasciati nella storia.

L’Abruzzo entra da protagonista in questa narrazione. Conventi, chiese, documenti, testimonianze artistiche, tradizioni e paesaggi custodiscono le tracce di una presenza secolare. Il territorio non rappresenta dunque un semplice scenario, ma una vera fonte storica: una trama viva nella quale la grande vicenda del francescanesimo incontra le storie delle comunità locali.

Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito.

Per programma completo, aggiornamenti e informazioni:
Pagina Facebook ufficiale di “Francesco, Tommaso e gli altri” https://www.facebook.com/FrancescoTommasoeglialtri/

 

Tags: abruzzofestivalSan Francesco
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