Avezzano. La strada verso la grande montagna si fa sempre più difficile, ma Ernesto Macera Mascitelli non ha intenzione di fermarsi. L’alpinista marsicano, originario di Gioia dei Marsi, ha scelto di continuare il suo cammino verso il Dhaulagiri, una delle grandi montagne dell’Himalaya, inseguendo quel sogno che da sempre accompagna la sua vita.
«La strada verso il campo base è sempre più in salita, ma io ho comunque preso la decisione di continuare e proseguire verso la vetta del Dhaulagiri», racconta da Kathmandu, nell’ultimo giorno trascorso nella capitale nepalese.
Un viaggio che entra ora nella sua fase decisiva. Grazie all’amico Suman, domani mattina Macera Mascitelli e Lhakpa saliranno su un volo interno diretto a Pokhara, città che ha pagato un prezzo pesantissimo nella recente catastrofe. Da lì, il 2 settembre, un fuoristrada li condurrà fino al villaggio di Dharapani. Poi comincerà il cammino a piedi: tre o quattro giorni di trekking fino al Campo base Italiano, a quota 3.700 metri, dove resteranno in attesa dell’allestimento del campo base del Dhaulagiri.
Un itinerario fatto di chilometri, dislivello, fatica e soprattutto di attesa. Ma anche di speranza.
«Prego che tutto vada bene e che mi venga data la possibilità di continuare verso l’ambita vetta», scrive l’alpinista marsicano. Una frase semplice, ma che racconta perfettamente la dimensione umana della sua sfida: la montagna non è soltanto una conquista, ma una possibilità che va meritata giorno dopo giorno.
Prima ancora di affrontare le pareti dell’Himalaya, Ernesto ha raggiunto una vetta diversa. Forse quella che più di ogni altra rimarrà nel cuore.
Nei giorni scorsi, insieme a Lhakpa, si è recato nella scuola del suo villaggio per consegnare materiale destinato ai bambini e ai docenti. Un gesto concreto, nato dalla volontà di trasformare l’esperienza alpinistica in qualcosa che possa lasciare un segno anche lontano dalle montagne.
«L’emozione nel ricevere affetto e gratitudine da questi bambini non ha prezzo – racconta – mi appaga nel cuore e nell’anima e finché potrò continuerò su questa strada: alpinismo e solidarietà».
È qui che il viaggio di Macera Mascitelli assume un significato ancora più profondo. La vetta da raggiungere non è soltanto quella indicata sulla carta geografica. È anche la possibilità di aiutare, condividere, restituire.
E così, accanto alla bandiera dell’alpinismo, sventola idealmente quella della Marsica solidale.
Il filo che lega l’avventura nepalese alla terra d’origine è forte. Ernesto Macera Mascitelli porta con sé la sua storia, le sue radici e quel senso di appartenenza a una terra, la Marsica, che conosce bene il valore della tenacia, del sacrificio e della capacità di rialzarsi.
Originario di Gioia dei Marsi, l’alpinista rappresenta anche fuori dai confini italiani una parte di quel territorio abruzzese fatto di piccoli paesi, grandi passioni e persone abituate a guardare lontano.
E proprio dalla Marsica è arrivato un contributo importante alla sua iniziativa di solidarietà. Macera Mascitelli ha voluto ringraziare pubblicamente l’Amministrazione comunale di Avezzano, il CAI – Sezione di Avezzano e l’ASD Canyon in Gallura di Olbia, che hanno contribuito a mettere insieme i fondi necessari per la donazione alla scuola.
Un esempio concreto di come una spedizione alpinistica possa diventare anche un ponte tra comunità, territori e culture.
Il Dhaulagiri sarà la grande sfida dei prossimi giorni. Ma il viaggio di Ernesto racconta già qualcosa che va oltre l’alpinismo.
Racconta di una persona che continua a inseguire il proprio sogno senza dimenticare chi ha bisogno di una mano. Racconta di amicizie, come quella con Lhakpa, che diventano complicità e solidarietà. Racconta di una comunità marsicana che sostiene un proprio figlio idealmente partito da Gioia dei Marsi per affrontare una delle montagne più impegnative del pianeta.
E racconta soprattutto che, a volte, la vetta più importante non è quella che si raggiunge con i ramponi ai piedi.
È quella che si conquista entrando nel cuore degli altri.
Ora, però, resta da affrontare la montagna.
Il viaggio verso il Dhaulagiri riparte da Pokhara, passa per Dharapani, attraversa sentieri himalayani e conduce verso i campi base. Poi, se le condizioni lo permetteranno, arriverà il momento di guardare ancora più in alto.
Ernesto lo sa bene. La montagna non fa sconti. E per questo chiede agli amici che lo seguono da casa di accompagnarlo idealmente nella salita.
«Vi sollecito a darmi forza e coraggio e a spingermi verso l’alto». Un messaggio che dalla capitale del Nepal arriva fino alla Marsica. Da Gioia dei Marsi alle grandi montagne dell’Himalaya, un uomo continua a inseguire il suo sogno.



