Avezzano. Elezioni Avezzano, Loreta Ruscio all’attacco dell’amministrazione: comodato, dubbi su procedura e trasparenza.
“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. E in questo caso, purtroppo, i fatti sembrano confermarlo”. Ha dichiarato la candidata sindaco Loreta Ruscio.
“Il famigerato punto n. 4 all’ordine del giorno del Consiglio comunale dell’8 aprile 2026 non era una semplice proposta amministrativa, ma l’ennesimo ipotetico tentativo di costruire un’operazione già scritta: un comodato d’uso gratuito ventennale tra il Comune e la società Assurbanipal Srl, riconducibile alla famiglia Rubeo.
Tradotto: risorse pubbliche per ristrutturare un immobile privato, collocato nella periferia più marginale della città (nucleo industriale, direzione Trasacco), del tutto scollegato dal tessuto urbano, da destinare a progetti PNRR come “First Housing” e “Stazione di Posta”.
Nel precedente intervento avevo sollevato due questioni fondamentali: l’assoluta inadeguatezza della localizzazione e l’evidente assenza di una procedura ad evidenza pubblica. Questioni talmente fondate che l’amministrazione ha preferito ritirare il punto senza fornire una sola spiegazione.
Un silenzio che oggi appare tutt’altro che casuale.
Il 16 aprile 2026 il Comune di Avezzano pubblica, quasi di nascosto, un avviso pubblico per l’individuazione di immobili. Un passaggio che certifica una verità semplice: si stava tentando di approvare un accordo senza alcuna gara, senza trasparenza e senza confronto competitivo.
Ma il modo in cui questo avviso è stato costruito è ancora più grave del ritardo con cui arriva.
Nessuna reale pubblicità. Nessun coinvolgimento della città. Solo una pubblicazione formale sull’albo pretorio e, soprattutto, un termine ridicolo di appena 7 giorni per presentare manifestazioni di interesse. Sette giorni!!!
Un tempo che non consente a nessun operatore serio di predisporre una proposta, che scoraggia la partecipazione e che svuota completamente di significato la parola “procedura pubblica”.
Il risultato potrebbe essere scontato: una gara che rischia di avere un solo partecipante, esattamente quello che l’amministrazione aveva già individuato.
E non basta.
Nello stesso avviso, l’amministrazione si riserva di non essere vincolata in alcun modo agli esiti della procedura. Come a dire: se qualcuno riuscisse, nonostante tutto, a partecipare, il Comune potrà sempre tirarsi indietro!!!
In altre parole, se l’abito confezionato non dovesse essere vestito dalla sposa giusta il matrimonio “non sa da fare”.
Una procedura che non obbliga, che non garantisce, che non apre davvero alla concorrenza. Una procedura che potrebbe servire solo a coprire formalmente una scelta già presa.
Altro che trasparenza !!!
Qui siamo di fronte a un meccanismo che rischia di trasformare uno strumento pubblico in una legittimazione ex post di decisioni già confezionate.
E allora la domanda è inevitabile: siamo davanti a un errore amministrativo o a un metodo?
Perché se questo è il modo di gestire risorse pubbliche e opportunità del PNRR, il problema non è un singolo atto. È un modello.
E un modello così non va corretto. Va fermato”.




