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Ecco le intercettazioni sui falsi invalidi: “Fallo venire coi capelli trascurati, barba lunga, un po’ dimesso”

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
25 Maggio 2018
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Avezzano. “Fallo venire coi capelli trascurati, barba lunga, insomma un po’ dimesso”. Lo dice lo psichiatra Angelo Gallese a un paziente in vista della visita davanti alla commissione. E’ quanto emerge dalle intercettazioni ambientali nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di 10 persone e all’iscrizione nel registro degli indagati  di altre 8 persone.

Uno dei casi più emblematici è quella di Njiac Shahini, indagato,  giudicato invalido. Secondo le accuse e secondo quanto emergerebbe dalle intercettazioni, il dottor Gallese aveva istruito i familiari dell’indagato sulle modalità di presentazione davanti alla commissione in modo da simulare un’apparente decadimento della persona.

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Gallese: “Angelo: papà non lo fare venire così tutto bello acchittato… Con i capelli trascurati, un po’ la barba lunga, insomma un po’ dimesso, perché bisogna pure giocare su questo”.
Figlia di Njiac Shahini: ride… “Sì sì dottore, io già ho pensato questo”.
Gallese: Angelo: “gli ultimi cinque giorni non ti fare la barba, non venire con la cravatta, con la giacca, vieni con la maglia. Insomma un po’ dimesso, capito?”.
Figlia: “sì sì ho pensato tutto questo io”.
Gallese: “sì sì però fa… fallo dire a me tu non perché se tu parli dimostri che ragioni e io qua ho detto che tu c’hai una demenza senile”.
Njiac Shahini: “sì sì”.
Gallese: “Angelo: tu non devi commentare le cose della vita, non devi dire, non devi raccontare perché sennò il medico dice, ma questo sta meglio di me, quindi tu meno parli e meglio è”.

Doveva far finta di tremare. Durante le indagini è emerso che l’anziano veniva istruito in modo da rendere verosimili le patologie.

Aratari: “tu quando fa le domande e rispondi a rilento e devi fa che non senti bene. E ricordati di tenere il tremore”.

Era totalmente invalido ma cucinava e giocava a carte. Un altro caso finito nell’inchiesta è quello che emerge dalle intercettazioni tra Arnaldo Aratari, uno dei principali indagati, e l’anziano suocero Guglielmo Mascitelli. Lo scopo degli inquirenti è verificare se realmente l’anziano fosse affetto da gravi patologie invalidanti ma dalle intercettazioni emerge che l’uomo giocava a carte e addirittura cucinava per gli altri familiari mettendo l’acqua a bollire.

Aratari: “papà, papà”.
Mascitelli: “sì”
Aratari: “oh è tardi come stai? Ti fa male”.
Mascitelli: “normale. Sto giocando a carte, va bene”…
E ancora:
Aratari: “sto ripartendo adesso papà”.
Mascitelli: “va bene”.
Aratari: “metti l’acqua a bollire che adesso arrivo”.
Mascitelli: “sì sì”.

 

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