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Ecco Free Weed: il referendum nato sul social network Facebook

Redazione Attualità di Redazione Attualità
13 Maggio 2013
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Come ben sappiamo, l’Italia è ancora molto lontana dalla decisione di legalizzare la marijuana. Fortunatamente, le resistenze da parte della politica e, spesso, dell’opinione pubblica, non sono però sufficienti a bloccare le istanze di coloro i quali vorrebbero poter utilizzare la cannabis senza essere considerati dei criminali.

I consumatori occasionali di marijuana, insieme ai tanti, soprattutto, che sono interessati al suo utilizzo per scopi terapeutici, crescono esponenzialmente, come anche dimostrano le migliaia di contatti che ricevono ogni giorno i negozi online specializzati nella vendita di semi femminizzati, come ad esempio questo qui.

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Negli ultimi mesi, le istanze dei consumatori di cannabis di ogni parte d’Italia, e quindi anche del nostro territorio, sono state accolte da vere e proprie iniziative popolari miranti a depenalizzare le droghe leggere. La legge attualmente in vigore nel nostro Paese, infatti, la Fini-Giovanardi, è obsoleta e intollerante.

facebook-1Ad altre già lanciatissime iniziative per modificare questo testo, se ne aggiunge un’altra: Free Weed, che pare sia nata quasi per gioco su Facebook.

Il presidente dell’associazione O.N.C.L. (Organizzazione Nazionale Canapa Libera) Stefano Armanasco, tempo fa ha provocato infatti i fan della sua pagina Canapa Libera, chiedendo loro se fossero disposti a firmare per un referendum per legalizzare la marijuana. Il successo della pagina ha spinto Armanasco a creare il Progetto Free Weed (guarda il video), che dalla pagina “storica” ha spostato l’attività di sensibilizzazione al problema al sito web e soprattutto al gruppo Facebook di sostegno al progetto, che attualmente conta più di 31 mila iscritti.

All’interno del gruppo i freeweeders trattano argomenti strettamente legati alla cannabis, sia dal punto di vista legale che da quello sociale e culturale. Come specificato nel regolamento del gruppo, sono ben accetti i dibattiti, purché essi siano costruttivi.

 

Ma quali sono gli obiettivi di Free Weed? La proposta di referendum ha l’ambizioso obiettivo finale della legalizzazione della cannabis, obiettivo che passa per la tappa fondamentale della decriminalizzazione delle droghe leggere. Un tale cambiamento potrebbe portare delle novità anche nella nostra zona e nella nostra regione: ad esempio le forze dell’ordine sarebbero impegnate in casi più gravi rispetto a quelli di cercare ed inseguire i consumatori locali, oppure potrebbe arrivare anche la famosa cannabis terapeutica, già legale in altre regioni d’Italia.

 

E in cosa consiste la proposta di Free Weed? Come è spiegato nel sito internet del Progetto, attraverso una campagna informativa sulla cannabis, che ne illustri le molteplici applicazioni e usi, tra i quali quello medicinale, Free Weed intende raccogliere un minimo di 500 mila firme per proporre l’anno successivo un referendum che ha la finalità di abrogare parzialmente alcuni articoli contenuti nella Fini-Giovanardi.

Uno dei “punti deboli” della Fini-Giovanardi consiste nel mettere allo stesso piano droghe pesanti e droghe leggere, punendo con anni di carcere e multe salatissime i consumatori di entrambe le tipologie di droga. Depenalizzare la marijuana è quindi necessario affinché trafficanti di droga e utilizzatori occasionali non siano messi sullo stesso piano.

 

In attesa di nuovi sviluppi, bisogna constatare come il commercio legale di semi sia comunque relativamente dinamico; sono molto richieste in particolare le varietà di semi di cannabis autofiorenti, le quali offrono una fioritura rapida e piantine che richiedono poche cure per svilupparsi.

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