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Duemila prenotazioni, migliaia di visitatori: la Marsica conquista il pubblico con “Francesco, Tommaso e gli altri” (fotogallery)

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
8 Settembre 2026
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Avezzano. Quattro giorni di eventi, migliaia di presenze, circa 2.000 prenotazioni e un territorio intero capace di raccontarsi attraverso storia, arte, spiritualità, musica, teatro, cinema e innovazione. Si chiude con un bilancio oltre le aspettative la prima edizione del Festival culturale diffuso “Francesco, Tommaso e gli altri”, che dal 3 al 6 settembre ha unito Avezzano, Celano, Sante Marie e Tagliacozzo in un unico grande itinerario culturale dedicato alla figura di san Francesco d’Assisi, a Tommaso da Celano e al patrimonio francescano della Marsica.

Un successo che va ben oltre i numeri ufficiali delle prenotazioni. Ai circa 2.000 posti riservati si aggiunge infatti una partecipazione imponente agli appuntamenti gratuiti, con chiese, conventi, sale, musei, mostre e percorsi presi d’assalto da un pubblico proveniente non soltanto dalla Marsica, ma anche da altre regioni italiane.

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Trentuno appuntamenti hanno dato vita a un programma articolato e trasversale, capace di parlare a generazioni e pubblici differenti. Studiosi, artisti, musicisti, attori, istituzioni, associazioni, comunità parrocchiali, cittadini e turisti si sono ritrovati lungo un percorso che ha trasformato la ricorrenza degli ottocento anni dalla morte di san Francesco in un’occasione concreta di conoscenza e valorizzazione del territorio.

“Il territorio ha risposto andando oltre ogni aspettativa”, è la sintesi della curatrice e ideatrice del Festival, Veneranda Rubeo, che esprime grande soddisfazione per il risultato raggiunto. “Il successo non è testimoniato soltanto dalle circa 2.000 prenotazioni, ma soprattutto dalla straordinaria partecipazione agli appuntamenti a ingresso libero: sale gremite, file per visitare le installazioni e moltissimi apprezzamenti ricevuti durante le quattro giornate”.

Particolarmente significativo, secondo la curatrice, è stato il numero di persone arrivate da fuori regione proprio per visitare le installazioni multimediali. Un elemento che apre una prospettiva importante per il futuro della Marsica, che attraverso la cultura potrebbe costruire una nuova e riconoscibile vocazione turistica.

Il Festival, infatti, non si è limitato a raccontare il francescanesimo, ma ha provato a renderlo contemporaneo, utilizzando linguaggi capaci di coinvolgere anche chi normalmente non frequenta musei, conferenze o iniziative di carattere storico e culturale.

A Tagliacozzo, uno dei luoghi simbolo della manifestazione, l’esperienza “Tommaso racconta” ha conquistato il pubblico grazie a un’installazione olografica interattiva allestita nella Sala del Capitolo del convento di San Francesco. L’immagine di Tommaso da Celano, primo biografo di san Francesco, ha preso vita davanti ai visitatori, permettendo un dialogo simbolico con una delle figure più importanti della storia francescana.

Il livello di realismo dell’ologramma ha prodotto anche episodi curiosi: alcuni visitatori, entrando nella sala, hanno creduto per qualche istante di trovarsi davanti a un vero frate. Un dettaglio che restituisce bene l’effetto immersivo dell’installazione e la capacità della tecnologia di trasformarsi in uno strumento di divulgazione culturale.

Sempre a Tagliacozzo grande interesse ha suscitato “Fragranti parole. Percorso digitale tra manoscritti francescani”, un viaggio virtuale tra preziosi codici conservati in biblioteche e archivi italiani e internazionali. Le pagine dei manoscritti dedicati a Francesco, Chiara e alla tradizione francescana sono state restituite al pubblico attraverso un’esperienza digitale capace di rendere accessibile un patrimonio normalmente destinato agli studiosi.

Il successo delle due installazioni ha convinto gli organizzatori a prorogarne eccezionalmente l’apertura. Dopo le numerose richieste ricevute, “Tommaso racconta” e “Fragranti parole” resteranno visitabili fino a domenica 13 settembre. Al mattino sarà possibile accedere su richiesta, mentre nel pomeriggio le mostre saranno aperte dalle 15 alle 19.

Tra gli appuntamenti che hanno maggiormente colpito il pubblico c’è stato anche l’arrivo a Tagliacozzo del reliquiario trecentesco contenente il Sangue di san Francesco, proveniente dal convento di Castelvecchio Subequo e accompagnato da fra Gabriel Marius Caliman.

Si è trattato di un momento di particolare valore storico e spirituale: per la prima volta il reliquiario è stato esposto alla pubblica venerazione al di fuori della sua sede storica. La reliquia, custodita in un’ampolla di straordinario valore, conserva il sangue di san Francesco fuoriuscito dalle stigmate e rappresenta una testimonianza rarissima della tradizione francescana.

La cappellina del convento di San Francesco è stata per giorni meta di un continuo afflusso di fedeli, famiglie, giovani, studiosi e semplici visitatori. Un flusso silenzioso e costante che ha confermato come la dimensione religiosa, quando viene intrecciata alla storia e alla cultura, possa ancora parlare in modo profondo alla società contemporanea.

Soddisfazione per il successo della manifestazione è stata espressa anche dal vescovo dei Marsi, monsignor Giovanni Massaro, che ha sottolineato il valore della collaborazione tra la Diocesi e i quattro Comuni coinvolti.

Il Festival, ha spiegato il Vescovo, ha saputo mettere in dialogo memoria e presente, spiritualità e cultura, fede e grandi questioni del nostro tempo. Dalla cura del creato alla pace, dalla fraternità alla responsabilità verso l’ambiente, il messaggio francescano è stato proposto attraverso l’arte, la musica, il teatro, la danza e il confronto culturale.

Un’impostazione che ha permesso di trasformare l’evento in qualcosa di più di una semplice celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco.

Anche le altre iniziative hanno contribuito a costruire questo racconto collettivo. Dagli incontri con studiosi di rilievo nazionale e internazionale ai concerti, dalle letture sceniche alle proiezioni cinematografiche, dai laboratori alle visite guidate, fino ai trekking e alle esposizioni, ogni appuntamento ha riportato al centro i luoghi della Marsica.

Chiese, conventi, antichi percorsi e insediamenti medievali non sono stati semplici scenografie, ma veri protagonisti della manifestazione. È proprio questa una delle eredità più importanti lasciate dal Festival: aver dimostrato che il patrimonio storico e spirituale del territorio può diventare un motore di conoscenza, partecipazione e attrattività turistica.

A Celano, intanto, grande interesse ha riscosso “Visioni di Francesco. Esperienza immersiva di immagini francescane”, ospitata nella Sala Conferenze dell’Auditorium “E. Fermi”. Un viaggio attraverso otto secoli di rappresentazioni dedicate al Santo di Assisi e al mondo francescano, con oltre 200 opere tra affreschi, dipinti, miniature, incisioni, manifesti e fumetti provenienti da musei, archivi, chiese e collezioni di diversi Paesi.

Un racconto visivo costruito per mostrare quanto sia vasta e straordinaria la fortuna iconografica di san Francesco e quanto il suo messaggio abbia attraversato epoche, culture e linguaggi differenti.

Dietro le mostre e le installazioni c’è stato il lungo lavoro di ricerca di Veneranda Rubeo, che insieme al co-curatore Antonio Socciarelli ha costruito un progetto nel quale rigore storico e innovazione sono diventati parti della stessa narrazione.

“Abbiamo raccontato Francesco d’Assisi, Tommaso da Celano e vari altri con rigore storico, scegliendo al tempo stesso di farli vivere attraverso la musica, il teatro, il cinema, le immagini, la tecnologia e la voce dei luoghi”, ha spiegato Rubeo, sottolineando come l’obiettivo fosse quello di costruire connessioni e risvegliare una memoria condivisa.

Per Antonio Socciarelli, il risultato più importante è stato proprio quello di aver dimostrato la forza della collaborazione. “Quando le istituzioni e il territorio camminano uniti, la cultura diventa un motore formidabile di coesione, accoglienza e crescita collettiva”, è il senso delle sue parole.

Una visione condivisa dalle amministrazioni dei quattro Comuni partner, che hanno scelto di superare i confini dei singoli territori per presentare la Marsica come un’unica grande realtà culturale.

Tagliacozzo ha avuto un ruolo centrale nella manifestazione e il sindaco Vincenzo Giovagnorio ha evidenziato la vocazione della città come luogo di cultura, storia e spiritualità. Al centro anche il legame con Tommaso da Celano, le cui spoglie mortali sono custodite nella chiesa monumentale di San Francesco.

Il sindaco di Sante Marie, Lorenzo Berardinetti, ha invece rilanciato l’idea di trasformare l’esperienza del Festival in un percorso permanente, valorizzando in particolare gli itinerari sulle tracce di Francesco e Tommaso e gli antichi insediamenti religiosi della Val de’ Varri.

Da Celano, il sindaco Settimio Santilli ha guardato già alla prossima edizione, auspicando che l’iniziativa non resti legata esclusivamente alle celebrazioni dell’ottavo centenario, ma possa diventare un progetto strutturale destinato a crescere e rinnovarsi negli anni.

Anche Avezzano ha sottolineato il valore della manifestazione. L’assessore Natalia d’Abruzzo ha evidenziato la capacità del Festival di riunire la Marsica intorno a temi di grande attualità, dalla tutela dell’ambiente all’essenzialità dello stile di vita, richiamando l’eredità spirituale lasciata da san Francesco.

Alla base del progetto c’è stata una rete ampia che ha coinvolto la Diocesi dei Marsi, l’Archivio Storico Diocesano “Angelo Melchiorre”, i quattro Comuni, istituzioni, associazioni, scuole, partner, sponsor, collaboratori e volontari. Una collaborazione che ha rappresentato uno degli elementi decisivi per la riuscita della manifestazione.

Il dato delle 2.000 prenotazioni è dunque soltanto la fotografia più immediata di un risultato molto più ampio. Dietro quei numeri ci sono migliaia di persone che hanno attraversato la Marsica, visitato chiese e conventi, ascoltato concerti, partecipato a incontri, percorso sentieri, osservato manoscritti e opere d’arte, incontrato la storia attraverso strumenti nuovi.

Il Festival si chiude, ma l’impressione è che il vero risultato sia appena iniziato.

“Francesco, Tommaso e gli altri” ha dimostrato che la Marsica può raccontare la propria identità senza chiudersi nel passato, ma utilizzando la storia come chiave per parlare al presente e costruire nuove occasioni di sviluppo.

Ora la sfida è trasformare l’entusiasmo di questi quattro giorni in un progetto duraturo. Perché se il Festival è riuscito a portare migliaia di persone nei luoghi della memoria, il passo successivo sarà fare in modo che quei luoghi continuino a essere vissuti, conosciuti e raccontati.

La prima edizione finisce così con un bilancio che va oltre le aspettative. E con una certezza: quando cultura, spiritualità, innovazione e territorio riescono a camminare insieme, un evento può trasformarsi nell’inizio di una nuova storia.

 

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Tags: abruzzo
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