Avezzano. Piazza Matteotti, cuore del centro cittadino e oggi al centro dei lavori di riqualificazione, è diventata per molti avezzanesi sinonimo di inquietudine. A segnalarlo sono residenti e commercianti, preoccupati per quanto accade ormai quotidianamente nell’area del cantiere, anche in pieno giorno.
Secondo quanto riferito, la zona è diventata un punto di ritrovo per persone in evidente stato di disagio, tra chi abusa di alcol e chi sarebbe coinvolto in attività di spaccio. Si segnalano anche comportamenti osceni in luoghi esposti alla vista di chiunque. Scene che qualcuno non esita a definire da “far west” e che alimentano un senso di abbandono tra chi frequenta il centro.
Il cantiere come “terra di nessuno”
A pesare è soprattutto la concomitanza con i lavori. La chiusura della viabilità e la presenza delle recinzioni hanno infatti ridotto drasticamente il passaggio di pedoni e veicoli. Un’area che un tempo era frequentata a ogni ora, e quindi naturalmente “controllata” dalla presenza di persone, oggi appare isolata e poco visibile. Una condizione che, secondo i residenti, favorisce chi vuole agire indisturbato.
Lo stesso copione in corso della Libertà
Il problema non riguarda solo la piazza. Situazioni analoghe si registrano anche nella parte alta di corso della Libertà, attualmente chiusa al traffico per i lavori, dove negli ultimi giorni sarebbero state danneggiate anche le recinzioni del cantiere. Un episodio che ha ulteriormente aumentato l’allarme tra gli esercenti della zona.
L’appello dei commercianti
Non è la prima volta che le attività commerciali chiedono interventi. Più volte, riferiscono i negozianti, è stato sollecitato un potenziamento dei controlli e della sicurezza, ma la situazione non sembrerebbe migliorata. Alle difficoltà già legate ai lavori, come la minore affluenza di clienti, si aggiunge ora il timore per l’incolumità propria e di chi frequenta le attività.
Tra i residenti, intanto, cresce la preoccupazione per la tranquillità del quartiere e per la possibilità di muoversi serenamente a piedi, soprattutto nelle ore serali ma non solo.
Le richieste
Chi vive e lavora nell’area chiede:
- una presenza più costante delle forze dell’ordine;
- un maggiore presidio nelle fasce orarie più critiche;
- un’attenzione specifica anche alle situazioni di fragilità sociale, che richiedono risposte non solo repressive.
Un nodo, quest’ultimo, da non trascurare: accanto alle attività illecite, nell’area si concentrano anche persone con problemi di dipendenza o disagio, per le quali servirebbero interventi dei servizi sociali.




