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Danno erariale a San Vincenzo, la Procura chiede la condanna: in aula sindaci e dirigente militare

Silvia Rosiello di Silvia Rosiello
29 Aprile 2026
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San Vincenzo. La procura di San Vincenzo ha richiesto la condanna per tutti con l’accusa di danno erariale per un totale di 200mila euro. Questo l’esito dell’udienza, tenutasi nella mattinata di ieri, davanti alla Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Abruzzo.

Tale seduta si inserisce nel procedimento riguardante la presunta responsabilità amministrativa e contabile delle attività svoltesi negli anni passati al Comune di San Vincenzo Valle Roveto. Al termine della discussione, il pubblico ministero contabile ha chiesto la condanna per tutti i convenuti al risarcimento del danno erariale, quantificato complessivamente in circa 200 mila euro.

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Il giudizio, promosso dalla Procura regionale, coinvolge gli amministratori locali e un dirigente dell’Aeronautica Militare. Tra i presenti figurano anche Giulio Lancia, ex sindaco del Comune di San Vincenzo Valle Roveto; Carlo Rossi, attualmente sindaco del Comune di San Vincenzo Valle Roveto; entrambi assistiti e rappresentati dall’avvocato Herbert Simone; Umberto Niscola, vicesindaco e assessore del Comune di San Vincenzo Valle Roveto, assistito e rappresentato dagli avvocati Francesca Novella e Paola Ciciarelli; Roberto Palmisano, già comandante del Centro tecnico rifornimenti dell’Aeronautica Militare, assistito e rappresentato dagli avvocati Intelligente e Morelli.

Secondo quanto dichiarato all’interno dell’atto di citazione della Procura regionale, è stata contestata agli accusati, la gestione di permessi per l’esercizio del mandato amministrativo ritenuti in parte non spettanti, fruiti dall’amministratore Niscola, la sottoscrizione e validazione delle relative attestazioni da parte dei sindaci pro tempore, oltre alla presunta omissione di controlli da parte del superiore gerarchico militare sulla posizione lavorativa del dipendente. Ulteriori profili riguardano un presunto utilizzo indebito di locali comunali e dei relativi consumi energetici.

Per la Procura contabile, si tratterebbe di condotte che si sarebbero protratte nel tempo che avrebbero di conseguenza procurato un danno economico per l’ente pubblico, configurando ipotesi di responsabilità amministrativa e contabile. La vicenda, che ha avuto riflessi anche in altri ambiti giurisdizionali, resta ora all’esame del Collegio giudicante, chiamato a pronunciarsi sulla sussistenza delle responsabilità contestate e le accuse sono tutte da dimostrare.

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