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Dalla Marsica alla Namibia per combattere il bracconaggio: la missione di Ovidio Di Gianfilippo nella savana africana

Francesco Proia di Francesco Proia
2 Novembre 2026
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Avezzano. Dalla Marsica alla savana africana, per contribuire alla lotta contro il bracconaggio e alla salvaguardia degli animali selvatici. È l’esperienza vissuta da Ovidio Di Gianfilippo, marsicano, esperto di armi e di tecniche operative, che ha preso parte a una missione antibracconaggio in Namibia, uno dei territori africani in cui la protezione della fauna rappresenta una sfida quotidiana.
Di Gianfilippo ha una solida preparazione nel settore delle armi, del loro maneggio e dell’impiego operativo, tutte competenze che mette a disposizione anche sul territorio marsicano, dove gestisce un poligono di tiro insieme ad altri due soci. Quella in Namibia, però, ha rappresentato una sfida particolare, in un ambiente estremo e profondamente diverso da quello a cui si è abituati, dove la preparazione tecnica deve necessariamente accompagnarsi alla resistenza fisica, alla capacità di adattamento e alla conoscenza del territorio.
L’impiego in Namibia è durato complessivamente circa un mese, scandito da attività differenti e da condizioni operative particolarmente impegnative. Durante la prima settimana, il marsicano è stato affiancato a una squadra impegnata nel pattugliamento a piedi. Ogni giorno gli operatori hanno percorso tra i 25 e i 30 chilometri attraverso la savana, affrontando lunghe marce in un territorio selvaggio, fino a raggiungere, al termine della giornata, gli avamposti destinati al pernottamento. La seconda settimana lo ha visto invece impegnato con i Recon Team, squadre di ricognizione che operano anche a bordo di veicoli. In questa fase le attività si sono concentrate sulla ricognizione del territorio e sul cosiddetto Rhino Tracking, ovvero il monitoraggio e il tracciamento dei rinoceronti, tra gli animali maggiormente esposti alla minaccia del bracconaggio. Nella terza settimana, Di Gianfilippo ha partecipato alle operazioni di Vehicle Patrolling, pattugliamenti effettuati con mezzi sia durante il giorno sia nelle ore notturne, per contribuire al controllo delle aree interessate e alla prevenzione delle attività illegali.
Per prendere parte alla missione, Di Gianfilippo ha dovuto affrontare e superare una rigorosa selezione, seguita dalla partecipazione, nel 2025, a uno specifico corso di formazione Antipoaching, dedicato alle attività di contrasto al bracconaggio. La fase di preselezione prevede una valutazione approfondita delle capacità dei candidati: dalla conoscenza della lingua inglese al maneggio, alla gestione e all’impiego operativo di diversi sistemi d’arma, passando per le tecniche di primo soccorso in ambienti ostili, la sopravvivenza, la navigazione terrestre e la conduzione di veicoli fuoristrada. Superata questa prima fase, il percorso formativo entra nel vivo con l’approfondimento di aspetti fondamentali per operare nella savana africana. Tra questi, la preparazione dell’equipaggiamento e degli zaini destinati a missioni di diversa durata, da quelli leggeri per 24 ore fino a quelli medi per 72 ore e pesanti per 120 ore. Particolare attenzione viene dedicata anche alla protezione da insetti e rettili, alla conoscenza della morfologia del territorio e alle regole di ingaggio da rispettare durante eventuali operazioni di contrasto al bracconaggio. Tra le difficoltà maggiori, il razionamento dell’acqua durante le lunghe pattuglie sotto il clima africano e le condizioni dei pernottamenti negli avamposti, dove dormire significa anche abituarsi alla presenza ravvicinata di insetti, ragni e persino topi. Per Ovidio Di Gianfilippo, quella in Namibia è stata dunque un’ulteriore esperienza internazionale che si aggiunge a un percorso già ricco di missioni all’estero, ma anche l’occasione per mettere le proprie competenze specialistiche al servizio di una causa che va oltre l’aspetto strettamente operativo.
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