Avezzano. Antonio De Vincentis, medico internista originario di Avezzano e in servizio presso la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, ha preso servizio come professore associato di Medicina Interna presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma.
Classe 1986, dopo il diploma al Liceo Scientifico “Vitruvio Pollione” di Avezzano, si è trasferito a Roma, dove ha completato il proprio percorso presso l’Università Campus Bio-Medico: laurea in Medicina e Chirurgia con 110 e lode, specializzazione in Medicina Interna con 50 e lode e dottorato di ricerca in Scienze Bio-Mediche Integrate e Bioetica.
La sua attività professionale si sviluppa tra assistenza clinica e ricerca, con particolare interesse per le patologie epatiche e metaboliche, la sarcopenia e la multimorbidità dell’invecchiamento. Dopo l’esperienza presso il Campus COVID Center durante la pandemia, ha proseguito l’attività clinica nella UOC di Medicina Interna della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. Parallelamente svolge attività di ricerca clinica e traslazionale nell’ambito di collaborazioni nazionali e internazionali. Nel 2024 è stato tra gli autori di due studi originali pubblicati su Nature Medicine, prestigiosa rivista scientifica internazionale in lingua inglese, specializzata nella ricerca medica e biomedica.
La nomina consolida anche il suo impegno nella didattica universitaria: De Vincentis insegna Clinica Medica e Medicina Interna agli studenti dei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, Medicine and Surgery e MedTech, oltre a contribuire alla formazione degli studenti di Odontoiatria e Infermieristica.
“Sono davvero felice e onorato per questo traguardo”, dichiara il Prof. De Vincentis: “Fin dai miei primi anni da studente ho trovato nel Campus Bio-Medico una casa formativa d’eccellenza. Oggi ho la straordinaria opportunità di restituire quanto ricevuto, contribuendo alla formazione dei medici di domani. Il legame con la mia terra resta fortissimo: portare il nome della Marsica e dell’Abruzzo in contesti accademici e scientifici di questo livello è per me motivo di profondo orgoglio”.




