Avezzano. The Dog Stars arriva nelle sale: il film di Ridley Scott, girato anche ad Avezzano e proprio a pochi passi dal cinema, trasforma la Marsica in un pezzo di Hollywood. Un anno dopo il set, la città torna a guardarsi sul grande schermo.
Ci sono film che si guardano. E poi ce ne sono altri che, prima ancora di cominciare, si riconoscono. Questa sera, entrando al Cinema Astra di Avezzano per vedere The Dog Stars – Le stelle dopo la fine, potrebbe accadere qualcosa di molto particolare: sedersi in poltrona e scoprire che, sul grande schermo, non c’è soltanto un luogo lontano, immaginario, costruito dalla fantasia di Hollywood.
C’è Avezzano. C’è la Marsica. Ci sono strade, paesaggi e scorci che, fino a poco tempo fa, appartenevano semplicemente alla quotidianità di chi li attraversava ogni giorno. E c’è soprattutto un piccolo, straordinario cortocircuito cinematografico: una delle scene del film è stata girata proprio alle spalle del Cinema Astra. Oggi quella stessa sala accoglie il pubblico che va a vedere il film. Il set e il luogo della proiezione si trovano così quasi uno di fronte all’altro, nello stesso pezzo di città. È una coincidenza soltanto apparentemente casuale. In realtà racconta perfettamente quello che è successo ad Avezzano nell’ultimo anno.
Tutto era cominciato nella primavera del 2025, quando la notizia aveva iniziato a correre tra Avezzano, Ovindoli e il resto della Marsica: Ridley Scott, il regista di Il Gladiatore, Alien e Blade Runner, aveva scelto l’Abruzzo per il suo nuovo film. All’inizio sembrava quasi una di quelle notizie troppo grandi per essere vere.
Poi arrivarono i sopralluoghi, la troupe, i camion, le transenne, le trasformazioni del paesaggio e quell’atmosfera straniante che soltanto un grande set cinematografico riesce a creare. Avezzano e altri luoghi della Marsica si trasformarono, per alcuni giorni, in un’altra città. Per la macchina da presa di Scott, il territorio abruzzese diventò una sorta di Denver post-apocalittica, modellata sui paesaggi immaginati dallo scrittore Peter Heller.
La scelta non fu casuale. Le montagne, la Val d’Arano, il territorio del Parco Sirente-Velino e le aree meno segnate dalla modernità offrivano al regista ciò che cercava per ricostruire un mondo devastato e quasi irriconoscibile.
La produzione coinvolse circa 300 persone e trasformò per alcuni giorni la Marsica in una piccola capitale internazionale del cinema.
E allora accadde qualcosa che, ad Avezzano, molti ricorderanno a lungo: la città smise per qualche giorno di essere soltanto una città. Diventò un set.
Un anno fa si guardava il set con la curiosità di chi cercava di capire cosa stesse accadendo.
Si osservavano le comparse, i mezzi della produzione, gli allestimenti. Si cercavano con gli occhi Ridley Scott, Jacob Elordi, Josh Brolin, Margaret Qualley e gli altri protagonisti. Oggi non bisogna più immaginare, bisogna soltanto entrare in sala.
Da oggi The Dog Stars – Le stelle dopo la fine arriva infatti nei cinema italiani, e anche il Cinema Astra di Avezzano lo propone al pubblico. È il momento in cui tutto ciò che era stato costruito, filmato, protetto dal segreto della produzione e poi smontato torna a vivere. Ma questa volta non ci sono transenne, non ci sono camion, non ci sono troupe, ci sono le immagini. E dentro quelle immagini c’è anche un pezzo della città.
La storia raccontata da Ridley Scott parla di un mondo che ha perso quasi tutto. Un’umanità devastata da una pandemia, un pianeta trasformato in un luogo ostile, pochi sopravvissuti costretti a difendere ciò che rimane. Il protagonista, Hig, interpretato da Jacob Elordi, è un pilota che ha perso la moglie e che sopravvive insieme al cane Jasper e a Bangley, interpretato da Josh Brolin. Quando intercetta una misteriosa trasmissione radio, la possibilità che esista ancora qualcosa oltre la solitudine riaccende una speranza che sembrava definitivamente spenta.
È qui che il film diventa qualcosa di più di un racconto post-apocalittico. Perché sotto la distruzione, sotto la paura e sotto la lotta per sopravvivere, rimane una domanda profondamente umana: che cosa resta di noi quando tutto il resto è scomparso? E proprio per raccontare questo mondo senza futuro, Ridley Scott ha scelto anche la Marsica.
La Val d’Arano, l’area di Ovindoli, l’Aeroporto dei Parchi di Preturo e il Nucleo industriale di Avezzano sono entrati nella geografia cinematografica di The Dog Stars. Secondo quanto riferito dalla Film Commission regionale, nel film ci sarebbe quasi un’ora di Abruzzo, con alcune delle sequenze più spettacolari realizzate proprio nella nostra regione. Non un’inquadratura fugace. Non un semplice paesaggio di sfondo. Un pezzo importante del film.
Quando, nell’aprile del 2025, la notizia del set portò la Marsica al centro dell’attenzione, sembrava raccontare soprattutto l’inizio di un’avventura. Oggi quella storia assume un significato diverso. Perché Hollywood non è più soltanto arrivata qui, Hollywood è rimasta impressa nelle immagini, nelle strade, nei luoghi che gli avezzanesi possono riconoscere. È rimasta nella memoria di chi, durante quelle giornate, ha visto la propria città cambiare volto. E oggi, finalmente, quelle immagini vengono restituite al pubblico.
Le scene dietro l’Astra: quando la realtà supera la finzione
C’è poi il dettaglio che rende questa storia ancora più speciale. Alcune scene utilizzate nella promozione del film e immortalata anche in un poster è stata girata proprio dietro il Cinema Astra. È quasi come se il film tornasse a casa. Il grande schermo proietta una storia ambientata in un mondo lontano, ma per gli spettatori avezzanesi quel mondo avrà improvvisamente qualcosa di familiare.
Un angolo di edificio. Una strada. Una prospettiva. Un paesaggio. Un dettaglio che magari per il resto del pubblico sarà soltanto cinema, ma che per qualcuno in sala potrebbe diventare un istante di riconoscimento: “Quello è Avezzano”. Ed è difficile immaginare un’emozione cinematografica più autentica.
Il viaggio di The Dog Stars non finisce con la fine del set e nemmeno con la proiezione. Il set ha generato infatti un’altra storia.
Il giornalista e scrittore avezzanese Vittorio Tucceri ha trasformato proprio quell’esperienza in un racconto dal titolo La collana che Ridley Scott perse ad Avezzano, ambientato nella zona industriale che aveva ospitato il set e in altri luoghi della città. Il racconto viene presentato alle ore 18 nei Giardini del Municipio, nello stesso giorno in cui il film arriva nelle sale italiane. È un passaggio significativo: il cinema che genera letteratura, la realtà che diventa racconto, il set che diventa memoria. E anche questo libro avrà un legame concreto con il Cinema Astra: sarà infatti distribuito gratuitamente ai cittadini che ne faranno richiesta nei giorni di programmazione del film.
Forse, però, il vero significato di The Dog Stars per Avezzano non è soltanto cinematografico. È emotivo. Perché quando una grande produzione internazionale arriva in una città, lascia qualcosa che va oltre le immagini. Lascia la sensazione che un territorio possa essere guardato con occhi diversi.
E allora questa sera, quando le luci del Cinema Astra si spegneranno, ad Avezzano succederà qualcosa di particolare. Il pubblico non assisterà semplicemente alla proiezione di un film di Ridley Scott. Assisterà alla restituzione di un pezzo di città. Un anno fa c’era il silenzio imposto dal set. Oggi c’è il rumore della sala che si riempie.
Il progetto di Ridley Scott aveva portato nel 2025 la troupe internazionale tra Avezzano, Ovindoli, Preturo e altri luoghi abruzzesi. Le cronache di quei giorni avevano seguito passo dopo passo quell’esperienza, dall’annuncio della scelta della Marsica fino alla trasformazione di Avezzano in un paesaggio cinematografico post-apocalittico. Oggi quelle cronache non raccontano più qualcosa che deve ancora accadere, raccontano una storia già diventata realtà. La Marsica è sul grande schermo.




