Avezzano. Non è ancora arrivato il via libera definitivo alla composizione del nuovo Consiglio comunale, con la commissione elettorale che sta completando le ultime verifiche e gli adempimenti previsti dopo il voto. Ma ad Avezzano la macchina amministrativa procede con senza sosta. Anzi, il sindaco Giovanni Di Pangrazio continua a tenere il piede sull’acceleratore, tra cantieri, incontri istituzionali e opere attese dai cittadini.
Dopo l’avvio del secondo lotto della riqualificazione di piazza Matteotti e la riunione di ieri dedicata alla salvaguardia del Tribunale di Avezzano, questa mattina è arrivato un altro risultato concreto: il completamento delle opere di urbanizzazione del comparto residenziale in zona Borgo Pineta, in via Ignazio Silone.
Il sindaco ha incontrato i residenti del quartiere per consegnare ufficialmente un intervento che mette la parola fine a una vicenda urbanistica complessa, restituendo piena funzionalità e decoro a un’area rimasta bloccata per oltre vent’anni.
Da la zona può contare su una viabilità completamente sistemata, nuovi marciapiedi, parcheggi pubblici drenanti, illuminazione a led, reti tecnologiche completate e un sistema efficiente di raccolta delle acque meteoriche. Un insieme di opere che consente finalmente al quartiere di essere pienamente fruibile e integrato nel tessuto urbano cittadino.
La storia di via Silone affonda le radici nei primi anni Duemila. In base alla convenzione urbanistica dell’epoca, le opere di urbanizzazione avrebbero dovuto essere realizzate dai soggetti lottizzanti. Ma strada, marciapiedi, illuminazione e servizi rimasero incompleti, lasciando residenti e proprietari alle prese con una situazione che si è trascinata per anni, complice anche una vicenda giuridica difficile da risolvere. Una recente sentenza del Tar aveva confermato le responsabilità dei soggetti privati coinvolti ma il Comune, con intervento diretto del primo cittadino, aveva lavorato per sbloccare definitivamente la situazione, raggiungendo un accordo con parte dei lottizzanti e individuando il percorso amministrativo e tecnico che ha consentito di arrivare alla conclusione dell’opera.
I lavori hanno riguardato il completamento della viabilità interna con la realizzazione del pacchetto stradale e del tappetino di usura, la costruzione dei marciapiedi, la realizzazione di circa 850 metri quadrati di parcheggi pubblici drenanti, il completamento della pubblica illuminazione con nuove armature a led, l’adeguamento della rete di smaltimento delle acque meteoriche e la predisposizione degli allacci per i lotti ancora da edificare.
“Altra promessa mantenuta – ha sottolineato il sindaco Di Pangrazio – l’impegno dell’amministrazione non conosce pause. Continuiamo a lavorare per risolvere problemi concreti e dare risposte ai cittadini, restituendo qualità e servizi ai quartieri della città”.
Con il completamento delle opere, la zona dove abitano più di 150 famiglie archivia definitivamente una lunga stagione di incertezza e, infatti, oggi erano presenti diversi residenti, tra cui Laura Santucci, che ha uno studio dentistico proprio in una palazzina, e Irene Ferrari che hanno portato al sindaco e al consigliere Ignazio Iucci il ringraziamento dei condomini, ma anche il progettista ing. Fabio Colabianchi – fresco di nomina come presidente dell’ordine degli Ingegneri dell’Aquila – l’impresa MAI, gli attuatori Sebastiano Cardarelli, Concetta Tiburzi, Luisa ed Emilio Tiburzi, il dirigente Antonio Ferretti.
Completate le strade e le illuminazioni, tra le ipotesi di lavoro per il futuro una è molto ambiziosa: ovvero la realizzazione di un museo per non vedenti, un parco sensoriale inclusivo con un percorso tattile espositivo esterno dedicato al Lago del Fucino la campo di concentramento attivo durante la guerra mondiale, per raccontare queste storie a tutti attraverso il tatto, la lettura facilitata e i percorsi digitali accessibili.




