Avezzano. “La conferenza delle donne dem tenta di difendere un accordo politico che riconducono al “pieno rispetto delle regole. Viene da chiedersi immediatamente quali sono le regole rispettate?”. È dura la presa di posizione del consigliere comunale Alessio Cesareo a seguito dell’intervento della conferenza delle donne democratiche sull’elezione di Anna Paolini a presidente della commissione vigilanza.
“La democrazia, quella vera e con la D maiuscola, che ad Avezzano è assai poco conosciuta e praticata dai più”, ha spiegato Cesareo, “non prevede giammai che una forza politica che ha raccolto attorno al proprio esponente, oggi nominata presidente della commissione speciale di vigilanza, solo 196 preferenze contro le ben più numerose che hanno rappresentato e costituiscono oggi le forze di opposizione, debba assicurare la guida dell’unica Commissione chiamata a effettuare un controllo dell’attività amministrativa dell’amministrazione in carica, verificandone trasparenza e modalità. Se chi viene investito di tali incombenze ha raggiunto il risultato con il suggerimento ed il vento a favore di chi siede al Municipio con lo scettro in mano, come può assolvere con competenza ed imparzialità alle funzioni connesse a tale incarico? Non si tratta quindi di voler discriminare la persona della consigliera eletta, mandata peraltro allo sbaraglio in un campo dove dovrà attingere a piene mani proprio alla maggioranza per restare in sella e provare a muovere il cavallo!
Il suggeritore che pensava di aver raggiunto lo scopo di isolare il sottoscritto, verso il quale nutre evidente timore, non solo ha ritenuto di non tener fede ai propri impegni ma ha creato un giocattolo pericoloso per chi lo dovrà far funzionare. La commissione tornerà, è vero, come nella precedente edizione, ad occuparsi di situazioni fatue ed evanescenti, mentre chi scrive, anche in solitaria, assicurerà un’opposizione determinata ed intransigente nell’interesse dei Cittadini che rappresenta e di quelli che si tengono lontani per le ben note situazioni affrontate in campagna elettorale, dagli appuntamenti elettorali.
La Lega, invece, che con i conti in tasca, doveva solo assicurarsi di non aver votato l’esponente del pd, ha dimostrato nella circostanza ancora una volta tutta l’ipocrisia del proprio ruolo a corte.
I cittadini sapranno (forse) giudicare chi amministra per i propri interessi e chi lavora per tutelarli realmente”.



