Capistrello. Ha preso un sampietrino in testa sabato pomeriggio, in piazza Duomo a Milano, e non si è fermato. Ieri Angelo De Simone, 55 anni, primo dirigente della Polizia di Stato e da tempo alla guida del commissariato Garibaldi-Venezia, era di nuovo in strada, con la ferita ancora aperta, a contrastare i disordini. «Non possiamo permetterci di fermarci», ha detto.
La notizia del suo coinvolgimento negli scontri nati dal corteo di “Italia in Piazza” ha fatto in fretta il giro della Marsica. Ieri è comparsa sul gruppo Facebook di Corcumello, frazione di Capistrello da cui provengono i genitori del dirigente, e sono arrivati i messaggi di solidarietà di tanti compaesani.
Le radici in Marsica
De Simone è nato e cresciuto a Roma. I suoi genitori, originari di Corcumello, lasciarono il paese nel secondo dopoguerra, come tanti marsicani di quella generazione, per trasferirsi nella capitale. Il legame con il borgo, però, non si è mai spezzato: il dirigente vi tornava soprattutto d’estate, finché i genitori sono stati in vita. Un affetto che si è visto nei giorni scorsi, quando il paese lo ha sentito come uno dei suoi.
Il sampietrino e il fazzoletto
Sabato, durante gli scontri in piazza Duomo, un sampietrino lo ha colpito alla testa causandogli una ferita profonda. Nelle immagini di Corriere Tv si vede il dirigente tamponarsi il sangue con un fazzoletto e continuare a coordinare il servizio d’ordine. A chi gli stava intorno ha detto, in modo asciutto: «Si può considerare tentato omicidio». Ai manifestanti violenti ha gridato: «Siete solo dei vandali».
Ai microfoni della Rai ha poi descritto chi era in piazza: giovanissimi, «minorenni» animati da «una foga distruttiva», spesso con il volto coperto. E ha aggiunto che questi gruppi diventano «maggiormente performanti» a seconda del gruppo di cui fanno parte.
Una carriera tra le piazze difficili
Prima di guidare il Garibaldi-Venezia, De Simone ha diretto il commissariato Greco-Turro a Milano. Promosso primo dirigente, nel 2020 è stato trasferito a Novara, a capo della Divisione Anticrimine della Questura. Dopo il Covid è tornato a Milano. In carriera ha gestito centinaia di eventi critici: cortei, tifoserie, manifestazioni che partono ordinate e finiscono diversamente.
Chi lo conosce lo descrive come una persona che aiuta sempre gli altri, senza dirlo e senza farne una questione: colleghi e persone che hanno avuto bisogno di lui parlano di qualcuno capace di «tenere il filo» senza alzare la voce.
Il ritorno in strada
Dopo la medicazione, la scelta di non restare a casa. Ieri De Simone è tornato a lavorare per contrastare quanto sta accadendo nelle strade di Milano, nonostante la ferita alla testa. Da Corcumello, intanto, continuano ad arrivargli gli auguri di pronta guarigione.




