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Preziosi reperti di Alba Fucens abbandonati alla mercé di ladri e vandali, l’indignazione dei turisti

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
26 Aprile 2018
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Massa d’Albe. Una scena surreale, con i reperti abbandonati a se stessi, già catalogati e nelle disponibilità di chiunque, anche di malintenzionati. Sono numerose le segnalazioni e le foto arrivate in queste ore alla redazione in cui diversi turisti,  che approfittando delle ottime condizioni metereologiche del 25 aprile hanno deciso fare una gita fuoriporta nel sito archeologico di Alba Fucens,  hanno fatto una scoperta sconcertante.

Sul retro della chiesa di San Pietro, dove ci sono alcuni locali che conservano centinaia e centinaia di reperti archeologici del più importante sito archeologico abruzzese, hanno trovato la porta di accesso aperta e senza chiavistello rimanendo  stupiti e meravigliati visto che non c’era neanche un custode presente sul posto.  I visitatori, anche stranieri, incuriositi sono entrati all’interno e hanno guardato i reperti e scattato le foto, così come fanno i turisti. Alcuni di loro hanno però inviato degli scatti alla nostra redazione perché ritengono la situazione inaccettabile. Dalle foto si possono vedere centinaia di preziosi reperti: cocci, frammenti di ossa, pregiati capitelli scolpiti, preziosi reperti di marmo e mosaici, tutti perfettamente etichettati e accatastati in alcune cassette di plastica, lasciati pericolosamente alla mercé di chiunque. Nelle foto è ben visibile anche l’allarme dei locali che è disattivato o, ancor peggio, mai collegato. I turisti, preoccupati e meravigliati per la situazione, hanno solo scattato delle foto di denuncia, ma se sul posto fossero giunti dei malintenzionati avrebbero tranquillamente potuto asportare tutti i reperti. Si spera che la normalità  venga immediatamente ripristinata e i reperti messi in sicurezza visto che  decine e decine di persone hanno visto quella situazione poco sicura. Ci si chiede come mai l’allarme  sia stato acquistato ma mai messo in funzione. E come mai si sia deciso di mettere dei reperti così importanti in un stanza non blindata, dove c’è addirittura una vecchia porta tutt’altro che sicura, oltretutto senza allarme funzionante.

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