Celano. Una giornata dal forte valore simbolico e istituzionale, dedicata alla memoria, alle radici e al legame indissolubile tra Celano e i suoi concittadini che, nel corso degli anni, hanno lasciato la propria terra per costruire un futuro lontano dall’Italia.
In occasione della Giornata dell’Emigrante, celebrata a Celano ogni 25 agosto dal 2016, il sindaco Settimio Santilli ha consegnato la “Fascia da Sindaco per un giorno” a Walter Ciccarelli, ingegnere civile laureatosi all’Università Cattolica di Caracas, in Venezuela.
Un riconoscimento che va ben oltre la persona che lo ha ricevuto e che vuole rappresentare, nelle parole dell’amministrazione comunale, un omaggio a tutti i celanesi residenti all’estero, alle loro storie, ai sacrifici compiuti e al contributo dato alla diffusione della cultura e dei valori della comunità celanese nel mondo.
La storia della famiglia Ciccarelli, tra Celano e Venezuela
La storia di Walter Ciccarelli affonda le proprie radici nel viaggio compiuto dal padre, Agostino Ciccarelli, emigrato in Venezuela nel 1954.
Agostino partì dal porto di Napoli a bordo della nave Castel Verde, alla ricerca di nuove opportunità e di un futuro migliore. In Venezuela lavorò nel settore elettrico come meccanico industriale e di montaggio. Nel 1963 sposò Annunziata Verna, dalla quale ebbe due figli, Walter e Massimo.
Dopo oltre mezzo secolo vissuto in Venezuela, la famiglia fece ritorno in Italia nel 2006, compiendo così quel viaggio inverso che oggi rappresenta simbolicamente il senso della celebrazione: partire, costruire, ricordare e infine ritrovare le proprie radici.
Il “Gioiello del Ritorno”: un ponte tra Celano e Caracas
Nel corso della cerimonia è stato consegnato a Walter Ciccarelli anche il “Gioiello del Ritorno”, realizzato e gentilmente donato dall’orafo Zenoro nell’ambito del progetto “Turismo delle Radici” promosso dal Ministero degli Esteri, al quale il Comune di Celano ha aderito.
Il gioiello raffigura il Castello Berardi-Piccolomini, monumento simbolo della città, e racchiude un significato particolarmente profondo: le radici di una comunità che affondano nella propria terra d’origine e, allo stesso tempo, si estendono verso quei Paesi che hanno accolto generazioni di emigranti.
Celano e Caracas vengono così idealmente unite da un simbolo che racconta una storia fatta di partenze, sacrifici, lavoro, integrazione e ritorni.
Un pensiero al Venezuela colpito dal terremoto
Il momento della consegna ha assunto anche un ulteriore significato di solidarietà e vicinanza nei confronti del popolo venezuelano, ancora alle prese con le drammatiche conseguenze del terremoto del 24 giugno.
Un gesto semplice, ma capace di sottolineare come i legami costruiti attraverso l’emigrazione non siano soltanto ricordi del passato, bensì rapporti umani e culturali che continuano a vivere nel presente.
Il ricordo di Eligio Paris e il Monumento all’Emigrante
Il “Gioiello del Ritorno” rappresenta, inoltre, un nuovo tassello nel percorso dedicato alla memoria degli emigranti celanesi e si collega idealmente al Monumento all’Emigrante voluto a Celano dal compianto Eligio Paris, ricordato da Santilli come l’“Ambasciatore d’Abruzzo” e come un caro amico.
Quel monumento, così come le iniziative promosse in occasione della Giornata dell’Emigrante, nasce dalla volontà di custodire e tramandare alle nuove generazioni il legame con i tanti celanesi che hanno portato il nome della propria città oltre i confini nazionali.
Santilli: “Dobbiamo mantenere vivo il ricordo dei nostri concittadini”
Il sindaco Settimio Santilli ha sottolineato il valore della memoria e dell’esperienza dell’emigrazione, evidenziando come i celanesi partiti nel corso degli anni abbiano saputo distinguersi attraverso le proprie virtù, attitudini e capacità lavorative.
“Dobbiamo mantenere vivo il ricordo dei nostri concittadini che, con enormi sacrifici e rispetto verso la terra che li ha accolti, con le loro virtù, attitudini e talento hanno diffuso la nostra civiltà e cultura lavorativa nel mondo”, ha dichiarato il primo cittadino.
Per Santilli, ricordare le vicende dell’emigrazione significa anche guardare al presente con maggiore consapevolezza. Le testimonianze degli emigranti, i difficili percorsi di integrazione affrontati e le esperienze di diritti negati nei Paesi di destinazione possono infatti diventare una lezione preziosa per comprendere una società contemporanea sempre più caratterizzata dall’incontro tra culture ed etnie differenti.
“Imparare dalle passate esperienze, raccogliere le testimonianze dei nostri emigranti, dei problematici percorsi di integrazione che hanno vissuto e dei diritti spesso negati nella terra dove sono andati, può e deve renderci cittadini maggiormente consapevoli della nostra società che sta cambiando ed evolvendo sempre più rapidamente”, ha aggiunto il sindaco.
Una riflessione che non rinuncia, tuttavia, alla tutela della propria identità: conoscere e comprendere le trasformazioni della società, secondo Santilli, deve accompagnarsi alla consapevolezza e all’orgoglio della propria storia e delle proprie radici italiane.
“Con la mente e con il cuore sarete sempre con noi”
La Giornata dell’Emigrante si inserisce quest’anno anche nel clima delle celebrazioni dedicate ai Santi Martiri, particolarmente sentite dalla comunità celanese.
Il sindaco ha voluto rivolgere un pensiero proprio a quei concittadini che, pur trovandosi fisicamente lontani, continuano a sentirsi profondamente legati alla propria città:
“Un caro ed affettuoso abbraccio a tutti voi celanesi che non sarete fisicamente in questi giorni con noi a festeggiare i vostri Santi Martiri, ma che sicuramente lo sarete con la mente e col cuore. Noi non vi dimenticheremo mai!”
Parole che racchiudono il senso più autentico della Giornata dell’Emigrante: la distanza geografica non cancella l’appartenenza. Le generazioni cambiano, i Paesi diventano nuovi luoghi di vita, ma il legame con la propria città d’origine può rimanere intatto.
A Celano, il viaggio degli emigranti continua così a essere raccontato attraverso la memoria e attraverso simboli come la fascia da “Sindaco per un giorno”, il “Gioiello del Ritorno” e il Monumento all’Emigrante. Segni diversi di una stessa storia, quella di una comunità che ha saputo attraversare gli oceani senza smarrire le proprie radici.








