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CCNL Sanità: COINA contesta le progressioni a costo zero e chiede un contratto autonomo

Daniele Cipriani di Daniele Cipriani
10 Luglio 2026
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ROMA.  Si accendono i toni nella trattativa per il rinnovo del CCNL Sanità 2025-2027. Al centro del dibattito vi è la dura presa di posizione del COINA, il Sindacato delle Professioni Sanitarie, che contesta apertamente l’ipotesi di progressioni di carriera prive di coperture finanziarie aggiuntive.

Il segretario nazionale della sigla sindacale, Marco Ceccarelli, ha definito le ultime proposte contenute nella bozza dell’Aran come un vero e proprio paradosso inaccettabile. Secondo quanto riferito dal sindacato, l’Aran avrebbe ammesso nel corso dell’ultimo incontro l’assenza di nuove risorse economiche per sostenere gli avanzamenti professionali. Una situazione che solleva forti preoccupazioni sulla provenienza dei fondi necessari, in particolare per operazioni come il passaggio degli autisti soccorritori nell’area degli assistenti.

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La tesi del COINA è che, in mancanza di stanziamenti dedicati, il rischio concreto sia lo svuotamento del monte risorse destinato all’intero comparto, traducendosi in un danno economico diretto per gli infermieri, le ostetriche, i tecnici sanitari e gli altri professionisti. Pur non mettendo in discussione il valore e il diritto alla valorizzazione degli autisti soccorritori, Ceccarelli sottolinea che ogni crescita professionale deve essere supportata da finanziamenti specifici per evitare di innescare conflitti interni tra le diverse categorie di lavoratori della sanità.

Il sindacato indirizza le proprie critiche anche verso le altre organizzazioni sindacali. Da un lato accusa i sindacati generalisti di avallare una linea contrattuale senza pretendere nuovi fondi, dall’altro esorta le sigle che rappresentano le professioni sanitarie a superare un atteggiamento ritenuto troppo debole e a difendere i lavoratori senza ambiguità. Viene inoltre evidenziata un’ulteriore contraddizione riguardante i servizi di emergenza in ambulanza, dove le responsabilità cliniche, assistenziali e i relativi rischi continueranno a gravare sugli infermieri, nonostante i nuovi inquadramenti previsti per altre figure.

La vicenda diventa per il Coina la dimostrazione che l’attuale modello contrattuale, che unisce professionalità e responsabilità profondamente diverse, è ormai superato. Per questa ragione, il segretario Ceccarelli rilancia con forza la richiesta storica del sindacato, ovvero l’istituzione di un contratto autonomo dedicato esclusivamente alle professioni sanitarie dell’area non medica, l’unico strumento ritenuto idoneo a valorizzare competenze e percorsi formativi specifici. La sanità italiana, conclude la nota sindacale, necessita di investimenti reali e non di manovre contabili che finiscono per impoverire i professionisti che garantiscono la tenuta del Servizio sanitario nazionale.

Tags: abruzzo

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